La conferenza stampa

Analizzare i costi bancari delle imprese artigiane, valutarne l’incidenza e provare a proporre delle soluzioni interagendo direttamente con gli istituti di credito. È partendo da questo obiettivo che Cna Umbria ha messo sotto la lente di ingrandimento 1.806 estratti conto trimestrali relativi a 300 imprese artigiane associate. Due le annualità prese in esame, il 2013 e il 2014, e 21 gli istituti di credito coinvolti. Sulla base dei costi sono state stipulate e convenzioni bancarie con Artigiancassa, Banca popolare di Ancona, Casse dell’Umbria e Unicredit con le quali vengono fissati i tassi di interesse sui conti correnti, sull’autoliquidante e anche alcuni costi fissi e variabili inerenti la gestione dei conti correnti, comprensivi delle eventuali commissioni. Alla conferenza stampa hanno partecipato Luigi Giganti di Unicredit, Luciano Proietti delle Casse di Risparmio dell’Umbria, Giuseppe Belardi Dottorini della Banca Popolare di Ancona, Sandro Tufano di Artigiancassa Spa, il presidente Cna Umbria Renato Cesca e il direttore Cna Umbria Roberto Giannangeli.

Dati dell’analisi L’analisi ha riguardato i costi fissi, i costi variabili, le imposte di bollo e gli interessi debitori, tutte voci strettamente legate sia alla classe di rating assegnata alla singola impresa, sia all’ammontare e all’utilizzo degli affidamenti. In media alle 300 imprese artigiane del campione è stato assegnato un fido a revoca di poco superiore ai 35 mila euro, mentre per l’autoliquidante (vale a dire gli anticipi sulle fatture non riscosse) l’importo medio è stato di 77.400 euro. Gli estratti conto presi in esame hanno fatto emergere costi trimestrali medi di 1.140 euro, per un totale annuo superiore ai 4.500 euro. Su questi importi gli interessi passivi pesano per il 67%, di cui poco meno del 5% per sconfinamenti extra fido, mentre il resto è attribuibile ai costi fissi e variabili e alle commissioni sulle operazioni. Passando ad esaminare i tassi, dall’analisi è emerso che per i fidi a revoca il tasso medio è stato del 9,1% e quello dell’autoliquidante del 7,4%, mentre per gli sconfinamenti extra fido ha raggiunto il 14,7%. Se si tiene conto che i tassi di interesse effettivi globali medi ai fini della legge sull’usura sono attualmente pari al 17,6% circa per le aperture di credito in c/c e al 13,3% circa per gli anticipi e sconti commerciali, emerge che in alcuni casi gli interessi passivi che gravano sulle imprese si posizionano solo alcuni decimali sotto il limite previsto dalla legge sull’usura. In alcuni casi gli istituti bancari, con diversi stratagemmi, riducono gli interessi applicati per rispettare il cosiddetto tasso soglia.

Le convenzioni «Oggi – ha dichiarato Renato Cesca, presidente di Cna Umbria – presentiamo alla stampa le convenzioni bancarie sottoscritte con Artigiancassa, Banca popolare di Ancona, Casse dell’Umbria e Unicredit, con le quali vengono fissati i tassi di interesse sui conti correnti, sull’autoliquidante e anche alcuni costi fissi e variabili inerenti la gestione dei conti correnti, comprensivi delle eventuali commissioni. I tassi di interesse concordati sugli affidamenti per cassa vanno da un minimo del 2,4% a un massimo dell’8%, quelli sugli autoliquidanti vanno dal 2 al 7%. Quello che ci preme sottolineare è che alla base di tutti gli accordi c’è la trasparenza, sia quella che deve riguardare le modalità attraverso cui le banche valutano le imprese e assegnano loro un rating, sia quella che le imprese devono garantire rispetto alla leggibilità della propria attività e dei bilanci. Per permettere alle imprese di usufruire delle convenzioni stiamo attivando un sistema di assistenza gratuito per tutti i nostri associati. Sebbene molte criticità permangano, negli ultimi mesi qualcosa è cambiato in positivo, anche per il verificarsi di condizioni macroeconomiche favorevoli. Noi – conclude Cesca – crediamo che un più facile accesso al credito rappresenti un elemento imprescindibile per trasmettere fiducia al sistema imprenditoriale e, più in generale, ai cittadini. Solo in questo modo sarà possibile innescare una ripresa sia degli investimenti che dei consumi e tornare finalmente a crescere».

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