L'ad Lucia Morselli

Ast, Ilva, Innse cilindri e Trafilerie Gnutti. Queste alcune delle aziende che hanno presentato istanza di adesione per entrare a far parte della compagine di Metal interconnector, società consortile fondata nel novembre 2014 su progetto di Federacciai e che a settembre tirerà le fila sulla costituzione.

Ast verso adesione a consorzio ‘Metal interconnector’  L’obiettivo del consorzio, che punta a coinvolgere comunque anche l’industria chimica e cartaria, è realizzare collegamento intereuropeo tra reti elettriche attraverso un investimento di circa 400 milioni di euro, di cui 100 arriverebbero dai soci e 300 da istituti di credito partner. L’operazione entrerà nel vivo a settembre quando, come riferito nei giorni scorsi dal presidente di Federacciai, Antonio Gozzi, si tireranno le fila sulle adesioni e il progetto muoverà i primi passi verso la concretizzazione che prevede come risultato finale l’importazione di energia a basso costo, traguardo che potrebbe segnare un cambio di passo in termini di competitività per l’industria siderurgica di Terni, al pari delle altre energivore.

Incorporazione delle controllate Settembre è anche l’orizzonte fissato dalle organizzazioni sindacali per fare il punto su diversi fronti sensibili, tra cui anche la fusione per incorporazione delle controllate, Società delle fucine, Tubificio e Aspasiel, ora a pieno titolo in Ast. Sull’operazione infatti i rappresentanti dei lavoratori contano di vederci chiaro sui contraccolpi che causerà a livello di organizzazione del personale, in particolare per quello impiegatizio. Non a casa fin dalle ore immediatamente successive all’incorporazione, le segreterie provinciale delle sigle metalmeccaniche hanno richiesto incontri specifici per le business unit.

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