©Fabrizio Troccoli

di M.R.

Potrebbe slittare ancora di due settimane l’incremento dei turni in area a caldo e, rispetto a qualche tempo fa pare frenare l’entusiasmo per le nuove assunzioni annunciate dal cavaliere Arvedi per attivare la cosiddetta ‘quarta squadra’ lungo la linea Bramme 7. Se infatti si era parlato di 35 unità aggiuntive, quelle restano effettivemente quelle necessarie, ma mentre per 23 giovani si è già aperta l’opportunità di lavorare per la fabbrica dell’acciaio, 12 operai a questo scopo, dovrebbero essere selezionati dal Tubificio. Sotto la lente della proprietà ora anche la vigilanza.

Tubificio Stando alle indiscrezioni che arrivano da viale Brin, dove una riunione tra segretari dei metalmeccanici, capo delle relazioni industriali Giampietro Castano e capo del Personale Giovanni Scordo, si è tenuta nel pomeriggio di martedì in azienda, maggio potrebbe essere più caldo del previsto. Dopo le prime osservazioni al piano industriale e in particolare a certe strategie tipiche del passato, sembrano emergere con tutta evidenza le difficoltà di un sito come il Tubificio, che il cavaliere Arvedi ha anche a Cremona e che ormai da tempo vive una stagione di scarico produttivo legato alla flessione del mercato dell’automotive.

Piano industriale Nel frattempo, in attesa che il ministero dello Sviluppo economico convochi il tavolo per l’Accordo di programma chiesto da Arvedi, sarebbero state preventivate almeno due settimane di ritardo sulla tabella di marcia per riportare tutto il reparto Acciaieria a 21 turni: la nuova deadline sarebbe metà maggio. Contestualmente alcune trattative pare siano destinate ad aprirsi con l’azienda per il personale addetto alla vigilanza; tra quello interno e quello in appalto, da quanto trapela, il cavaliere avrebbe manifestato la volontà di effettuare qualche sforbiciata. nell’agenda dei sindacati, prossimi al rinnovo dei delegati, c’è poi anche il summit per il regolamento sulle reperibilità.

 

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