di Mar. Ros.

Si rincorrono le voci di un possibile closing a fine gennaio e del resto i segnali ci sono. Dopo il nulla osta dell’Europa, il gruppo Arvedi ha acquisito anche il parere favorevole dell’Antitrust turco ed essendoci già da molto tempo accordo tra i principali soggetti della compravendita dell’acciaieria di Terni, le faccende burocratiche dovrebbero essere ormai agli sgoccioli. La conclusione dell’operazione potrebbe insomma verificarsi il prossimo 31 gennaio, in anticipo sulla deadline del trimestre indicata dall’amministratore delegato di Ast Massimiliano Burelli.

Acciaieria di Terni Sino al cosiddetto closing l’ingegnere di Udine sarà saldo al timone, dopodiché, nonostante la sua manifesta volontà di rimanere, starà ai nuovi proprietari decidere le sorti del manager che il gruppo tedesco aveva designato a capo di Thyssen Italia. Starà all’attuale dirigenza decidere dunque se e quali provvedimenti prendere nei confronti del dirigente resosi responsabile di un episodio che ha sollecitato anche l’intervento della politica nazionale. È stato in particolare il leader di Sinistra Italiana Nicola Fratoianni a chiedere che i vertici della società non lasciono impunito chi, probabilmente al fine di rimproverare i lavoratori per qualche comportamento, ha rovesciato cibo per gatti sul tavolo dell’area ristoro all’interno di un reparto dell’area a caldo, accompagnando il gesto con una frase in dialetto. L’accaduto, per ora, ha avuto effetto diretto sulla produzione: alle due ore di sciopero indette dalle Rsu di stabilimento, ha aderito circa il 95% della forza lavoro e gli impianti si sono fermati tutti. Nella serata di lunedì a scioperare dalle 20 alle 22 saranno i lavoratori che seguono la cosiddetta turnazione di quarta squadra.

Arvedi A parte le sorti del management, l’avvento del gruppo italiano a capo di Ast a partire dal primo febbraio (questa l’ipotesi), consentirà finalmente di avere accesso a tutta una serie di informazioni sin qui rimaste segrete come imponevano le trattative e gli accordi con la multinazionale di Essen; aspetti fondamentali per avere un quadro di prospettiva di quello che sarà il futuro della principale azienda dell’Umbria ovvero il piano industriale, sociale e aziendale che il Cavaliere di Cremona ha in serbo per il sito siderurgico della città dell’Amore.

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