di Daniele Bovi
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Piccolo non è bello. Specie in un mondo dove la competizione è feroce e dove le risorse pubbliche da destinare allo sviluppo scarseggiano. E’ una sorta di appello contro il nanismo imprenditoriale che affligge la regione e contro l’eccessiva frammentazione delle associazioni di rappresentanza quello lanciato lunedì dai presidenti delle Camere di commercio di Perugia e Terni, Giorgio Mencaroni ed Enrico Cipiccia. Commentando i numeri contenuti nell’Osservatorio economico dell’Umbria che disegnano un quadro negativo per commercio e manifttura, Mencaroni oltre a soffermarsi sulla «grandissima difficoltà» che stanno vivendo commercio e costruzioni spiega che «qualcosa va fatto. Occorre razionalizzare la spesa e noi come Camera lo stiamo facendo. Ma va razionalizzata anche quella delle associazioni che si dovrebbero accorpare».
L’OSSERVATORIO ECONOMICO: KO CONSUMI E VENDITE
Le imprese si uniscano Cipiccia guardando alle dimensioni delle imprese sostiene invece che «ne occorrono di grandi per crescere. Non servono solo le reti ma occorre mettersi insieme: affrettiamoci a fare fusioni di imprese o le preoccupazioni che nascono da numeri come questi cresceranno. Si rischia di non sopravvivere». Da Mencaroni è poi arrivato un applauso per il comune marchio Umbria che, stando a quanto contenuto dal Piano di valorizzazione del vino in corso di stesura da parte di palazzo Donini, caratterizzerà i vini della regione venduti all’estero. «Il mercato estero è molto importante ma serve la massima attenzione su quali prodotti portiamo fuori. Occorre guardare – dice Mencaroni usando una metafora – dove il cavallo beve senza andare a vendere in quei paesi dove non c’è mercato». Il presidente della Camera di commercio di Perugia richiama poi tutti al fare sistema: «Dobbiamo essere “sistemici” – osserva – e insieme all’imprese all’estero dobbiamo lavorare per il nostro turismo vendendo per prima cosa il territorio. E’ un lavoro da fare al meglio se vogliamo vedere segnali di ripresa».



