«Abbiamo bisogno di più ferrovia , di più reti veloci per il trasporto urbano e interurbano e abbiamo bisogno, per quanto riguarda le auto, di mezzi a minore impatto quindi lavoriamo molto sull’ibrido e sull’elettrico». Lo ha detto il ministro dell’Ambiente, Corrado Clini, intervenendo al meeting internazionale su Mobilità sostenibile per la cura e la salvaguardia del creato al Sacro convento di Assisi. A chi gli chiedeva se il trasporto su gomma frena lo sviluppo del paese, il ministro ha risposto: «Assolutamente sì. Se voi pensate – ha aggiunto – che oltre il 90% delle merci viaggia su gomma nel nostro paese e questo genera congestione, ritardi nelle consegne, incertezza nei tempi delle attivita’ produttive e problemi importanti nell’organizzazione del lavoro».
Il patto Clini durante il meeting ha firmato un patto sull’ambiente con l’amministratore delegato delle Ferrovie dello Stato Italiane, Mauro Moretti, con l’obiettivo di aumentare la percentuale della circolazione delle merci su rotaia e sostenere una politica di mobilità sostenibile. «Spero che siglare un patto nella città di Francesco sia un buon auspicio – ha commentato Clini – perché l’ispirazione è buona e il partner col quale firmiamo ha una certa responsabilità. Per noi firmare questo accordo vuol dire anche stimolare, vuol dire anche provocare per quanto possibile reazioni positive spero a catena in tutta la filiera della mobilità».
Moretti: più merci su gomma Per l’ad di Fs, Moretti il significato del patto è «scommettere sul futuro e chiedere una forte brusca inversione di cultura economica e industriale, cercando di far sì che quelli che ancora per noi non sono stati presi come punti di riferimento fondamentali, Green economy e Ict, diventino anche per l’Italia bussole per poter rinnovare in campo produttivo ed economico. Un «patto storico», perché, secondo Moretti, «dobbiamo cambiare il nostro stile di vita, dobbiamo essere più rispettosi del territorio, usare meno energia, usarla bene perché è limitata e i nostri figli hanno diritto anche loro di avere la loro quota però soprattutto – ha aggiunto – dobbiamo fare in modo che attraverso il cambiamento dello stile di vita vengano fuori anche delle innovazioni importanti che si traducano in fatti economici e in risultati industriali. Green economy è una cosa che i paesi più evoluti stanno seguendo, sono sostenuti dai governi, noi dobbiamo fare la stessa cosa». Come si fa ad aumentare le merci su rotaia? «Semplicissimo – ha risposto Moretti – siamo il paese più liberalizzato d’Europa, dobbiamo applicare politiche dei trasporti come fanno gli altri paesi». Per Moretti «occorrono scelte selettive per investimenti eco-compatibili e politiche mirate che incentivino l’uso dei vettori di trasporto più virtuosi e con costi esterni più contenuti come il treno».
Il saluto di Padre Piemontese «San Francesco viveva con spontaneità il suo rapporto con il creato e non si poneva il problema della sua salvaguardia, perché per lui era del tutto naturale e spontaneo non solo il rispetto, ma l’amore per tutto ciò che ci circonda»: così il custode del Sacro Convento, padre Giuseppe Piemontese, nel discorso con cui ha aperto il meeting internazionale sull’ambiente “Nostra Madre Terra”. «Per quanto riguarda le nostre abitudini – ha proseguito Padre Piemontese – certamente oggi non possiamo tornare al passato, ma non si può neppure non pensare ad una mobilità che non sia sostenibile e che salvaguardi la nostra vita e il creato».
Marini: Umbria antesignana di mobilità alternativa «In Umbria il governo dell’ambiente e del territorio è una grande risorsa economica oltre che culturale e artistica». Così Catiuscia Marini, che ricordato come la regione «ha sempre sostenuto sostenuto le opere di mobilità alternativa. L’Umbria – ha spiegato Marini – è terra che coniuga ambiente e spiritualità. I nostri centri storici sono sempre stati grande stimolo per la creazione di soluzioni di mobilità alternativa». La governatrice umbra ha ricordato come «da molti anni, a partire dall’innovativo progetto delle scale mobili all’interno di una rocca a Perugia, quelli che erano limiti fisici all’accessibilità si sono trasformati per noi in stimolo a cercare soluzioni in grado di coniugare ambiente e architettura, tanto che progetti simili oggi si trovano in molti comuni dell’Umbria». Perché questo processo continui, Marini ha concluso sottolineando la necessità di sostenere «nuove politiche di mobilità alternativa» che, nei prossimi anni «saranno favorite anche dal corretto utilizzo dei nuovi fondi Ue».

