Banconote

E’ entrata in vigore dal primo gennaio l’assegno d’inclusione, la misura nazionale di sostegno economico e di inclusione sociale e professionale che, di fatto, sostituisce definitivamente il reddito di cittadinanza. Con criteri stringenti.

In Umbria Da dicembre sono circa 250 le domande presentate in tutta l’Umbria presso i patronati di Uil. Sul fronte Cgil, nel 2022 le domande di reddito di cittadinanza nella provincia di Perugia erano state circa 800. Nel 2023, invece, si sono dimezzate. In questi giorni le domande presentate in tutta la provincia per l’assegno di inclusione sono circa 90.
Ma è in questi giorni che si attendono tante nuove richieste. L’assegno sostituisce il reddito di cittadinanza, misura percepita in Umbria, secondo i dati Inps riferiti a gennaio-ottobre 2023, da 12.176 famiglie per complessive 22.727 persone. 

Requisiti Per presentare la domanda serve la dichiarazione Isee inferiore ai 9.360 euro, un nucleo famigliare che comprenda un componente minorenne, o over 60, o con disabilità oche sia seguito dai servizi socio sanitari. Tanto che i Caf e i patronati della regione sono già stati presi di mira da tanti cittadini. Tra le novità anche quella che riguarda chi ha più di 26 anni. L’importo dell’assegno varia in base alla composizione del nucleo familiare, ha una durata di 18 mesi, con possibile un rinnovo di altri 12.

Come viene versato L’assegno viene erogato ogni mese attraverso la Carta di inclusione emessa da Poste Italiane, a differenza del SFL che prevede un trasferimento diretto via bonifico. L’importo massimo annuo è di 6.000 euro, che può aumentare in base alla composizione del nucleo familiare e alle necessità abitative. L’indennità viene erogata per un periodo massimo di 18 mesi e può essere rinnovata, dopo un mese di sospensione, per altri 12 mesi.

La valutazione Dopo la presentazione della domanda, i componenti del nucleo familiare vengono convocati dai servizi sociali del proprio Comune, per un’analisi multidimensionale dei bisogni. A seguito della valutazione di ciascun singolo caso, i componenti del nucleo familiare possono essere avviati a percorsi di lavoro o formazione, oppure seguiti dai servizi sociali se considerati non attivabili. I soggetti che fanno parte di un nucleo familiare beneficiario dell’assegno, di età compresa tra 18 e 59 anni, con responsabilità genitoriali, attivabili al lavoro, saranno indirizzati ai Centri per l’impiego o ai soggetti accreditati ai servizi per il lavoro, per la sottoscrizione del Patto di servizio personalizzato.Il percorso di politica attiva può prevedere anche la partecipazione a Progetti utili alla collettività.

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