Cna soddisfatta, Casartigiani critica. Continua a registrarsi reazioni intorno al riconoscimento da parte del ministero dello Sviluppo economico dell’Area di crisi complessa per Terni e Narni annunciato dai parlamentari umbri Gianluca Rossi e Marina Sereni e poi illustrata dettagliatamente dal vicepresidente della Regione, Fabio Paparelli, e dai sindaci Leopoldo Di Girolamo e Francesco De Rebotti.
Area di crisi complessa Terni-Narni A commentare il decreto firmato dal ministro Carlo Calenda è stato giovedì il direttore regionale della Cna, Roberto Giannangeli: «Rendiamo merito alla Regione, al Comune di Terni e ai parlamentari umbra che in poco più di un anno sono riusciti a ottenere il riconoscimento grazie al quale nei prossimi mesi arriverà una quantità consistente di incentivi agli investimenti pubblici e privati, ma ci auguriamo che le misure che verranno adottate terranno conto dell’evoluzione del tessuto economico produttivo avvenuta in questi anni ed emersi nella nostra indagini del marzo scorso». E poi: «I dati ci dicono che il peso delle Pmi è sensibilmente aumentato in termini di addetti (dal 43%, del 2011 si è arrivati al 47% del 2011 per le imprese fino a 9 addetti), mentre quello della grande impresa è diminuito di quattro punti (passando dal 38% al 34%). A Terni nel 2014 l’artigianato rappresentava il 25% del totale delle imprese, con una forte concentrazione nel manifatturiero (62%) in cui spiccano l’agroalimentare e le confezioni/abbigliamento per numero di addetti e imprese attive».
Cna: «Sostegno a Made in Italy» Ergo: «Se i dati sono rimasti questi all’interno delle misure che verranno previste non potranno non esserci anche politiche mirate per il made in Italy, in particolare quello artigiano, volte al sostegno di investimenti per rinnovare e modernizzare le dotazioni tecnologiche, i processi produttivi e favorire la digitalizzazione. Insomma, vanno benissimo le misure per la chimica o la siderurgia, anche se il peso di questi settori difficilmente tornerà ai fasti del passato, ma accanto a ciò non dovrà mancare il sostegno al made in Italy e all’artigianato, che rappresentano una fetta sempre più importante del sistema economico produttivo dell’area ternana. In tal senso – conclude Giannangeli – ci auguriamo che questa volta, nella definizione di tali misure, ci possa essere il coinvolgimento diretto di tutte le organizzazioni di rappresentanza delle imprese. Noi siamo pronti a fare la nostra parte».
Casartigiani: «Si aiutino le Pmi» Analogo seppur partendo da posizione opposte il tiro di Ivano Emili, presidente di Casartigiani Terni: «Siamo sempre stati critici nei confronti di questo strumento perché – si legge in una nota – a nostro avviso prima vanno definiti i progetti e poi costruiti gli strumenti adatti e necessari per avviarli e svilupparli e non il contrario. Infatti ora ci ritroviamo a dover costruire progetti a valere su uno strumento di cui non si sa quasi nulla, tant’è e con questo dobbiamo fare i conti e cercare di ottimizzare al meglio le forze e le idee per non gettare al vento questa occasione nata al contrario, da quello che si è capito con non molte risorse e con un’architettura dell’oggetto dei progetti molto vaga. In questo contesto Casartigiani lancia un appello a tutte le associazioni di categoria affinché non si disperdano le forze, non si vada in ordine sparso, ci si lamenti dopo come in passato e si faccia rete per la costruzione di progetti che abbiano come protagoniste direttamente le Pmi e non esclusivamente la grande impresa. Tutto ciò perché la rinascita e lo sviluppo del nostro territorio passa attraverso l’innovazione della Pmi. Basta con le grandi imprese che oggi ci sono e domani no. Costruiamo progetti per le Pmi 4.0 utili e sinergiche alla grande impresa 4.0 che vorrà investire sul nostro territorio, ma autonome e svincolate sia economicamente che culturalmente».
Sel Narni Infine giovedì nell’ambito del consiglio comunale di Narni sull’Area di crisi complessa si è registrata anche l’intervento del capogruppo di Sel-Sinistra italiana, Daniele Santirosi: «Dobbiamo dire che siamo soddisfatti dell’approvazione definitiva perché, come forza politica, da tempi non sospetti chiediamo misure straordinarie per la crisi territoriale che a oggi non accenna a diminuire, nonostante non tutta la politica, sopratutto regionale, fosse pienamente convinta di questa misura. Questo è e deve essere un punto di partenza poiché le risorse che arriveranno saranno consistenti, e bisognerà indirizzarle in maniera intelligente, con una strategia chiara in quei settori di sviluppo che possano garantire occupazione di qualità e a lungo termine. Non possiamo però pensare a uno sviluppo senza un risanamento ambientale, per cui non possono venir meno interventi destinati a bonifiche e risanamenti che significano comunque lavoro e miglioramento delle condizioni di vita di tutti noi, che in quest’area viviamo. Sappiamo che questo contenuti sono presenti nella definizione di area di crisi complessa , quindi la nostra capacità ed il nostro dovere dei prossimi anni sarà quella di mantener fede a questi impegni».
