Operai in presidio a San Sisto (foto Archivio Umbria24)

di Daniele Bovi
Twitter @DanieleBovi

Il 20% in meno dello stipendio e un rilancio che ha come basi il Bacio e il marchio Perugina. Questi i temi al centro dell’incontro di venerdì tra le organizzazioni sindacali e Nestlé. Incontro nel corso del quale è stato siglato l’accordo sul contratto di solidarietà che scatterà per i lavoratori di San Sisto nella cosiddetta «curva bassa», mentre Nestlé ha presentato un piano di investimenti per il 2013.

Contratto di solidarietà Secondo quanto noto, il contratto di solidarietà prevede riduzioni di orario variabili mentre lo stipendio si attesterà all’incirca all’80% del totale ma, rispetto alla cassa integrazione, il vantaggio è che questo tipo di ammortizzatore sociale in questo caso non prevede tetti. Chi prende stipendi più alti della media insomma, prenderà l’80% del totale. Una cifra che con la Cig sarebbe stata inferiore. Il contratto, come detto, scatterà nella cosiddetta «curva bassa» ovvero in quei mesi (da adesso all’incirca fino a luglio) dove alcuni prodotti si vendono di meno e dove la produzione è inferiore.

Sindacati soddisfatti Una fase, in quello che è tra gli stabilimenti dolciari più importanti d’Italia, gestita l’anno passato con la cassa integrazione. Da qui anche una certa soddisfazione dei sindacati che, all’unisono parlano di «un buon compromesso» e di un accordo, sul quale lunedì si esprimeranno in assemblea i lavoratori, «per tamponare la crisi dei consumi in Italia e mettere le basi per ripartire, non appena il mercato si riprenderà. «Manterremo la massima attenzione sulla gestione dell’accordo – promettono Flai, Fai e Uila – attraverso incontri mensili che la Rsu terrà con la proprietà e continueremo a chiedere al management di Nestlé di aumentare il lavoro a Perugia».

Nuovo modello di relazioni «Stiamo costruendo un modello di relazioni industriali nuovo per il nostro Paese – spiega Michele Greco, coordinatore della Rsu – in cui i lavoratori, attraverso le loro rappresentanze, possono essere protagonisti con un ruolo di controllo e cogestione. Su questo sfidiamo Nestlè, consapevoli del fatto che tutti saremo chiamati a fare sacrifici, ma con l’obiettivo di conquistare nuovi volumi e nuove produzioni, rivendicando un posto, come lavoratori, nella stanza dei bottoni. La solidarietà – conclude – non è una semplice cassa integrazione subita passivamente, ma è uno strumento che gestiamo insieme all’azienda, con il primo risultato tangibile di aver mantenuto a Perugia produzioni importanti, che rischiavano di essere trasferite altrove».

Il piano Come detto, venerdì la multinazionale, per bocca del responsabile divisione dolciaria Castrovillari, ha anche esposto il piano di investimenti 2013. Un piano che, oltre alla promessa di rimettere in azienda quel 20% in meno di stipendi derivante dal contratto di solidarietà, prevede di puntare forte sul Bacio e sul marchio Perugina cercando di aggredire il mercato, sia interno che esterno, e di rafforzare il marchio. In più Nestlé, come mostrano una serie di studi presentati, ha in mente di «aggredire» anche varie fasce di un mercato sempre più frastagliato e con esigenze sempre più differenti. Tutte mosse volte a portare maggiori volumi a San Sisto. «Un impegno che i sindacati – scrivono le sigle – da tempo chiedevano alla multinazionale».

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