a decidere sarà la suprema corte
a decidere sarà la suprema corte

di Daniele Bovi
Twitter @DanieleBovi

Il contenzioso della Regione Umbria di fronte alla Corte costituzionale si arricchisce di un nuovo capitolo. Nella seduta di martedì infatti il Consiglio dei ministri ha deciso di impugnare di fronte alla Suprema corte la legge numero 16 del 19 ottobre scorso, legge che prevede tra le altre cose tutta una serie di misure a favore delle imprese vittime dei reati di mafia e di criminalità organizzata. Lodevole obiettivo che però fa a pugni col Codice dei contratti e si pone in contrasto con l’articolo 117 della Costituzione. Articolo che regola le competenze regionali tra le quali non è prevista la tutela della concorrenza, esclusiva dello Stato.

IMPUGNATA ANCHE LA LEGGE SULL’ASSEGNAZIONE DELLE CASE POPOLARI

Nel mirino l’articolo 10 In particolare nel mirino del governo Monti, che nei giorni scorsi aveva bocciato anche la legge sui criteri di assegnazione delle case popolari alle famiglie più povere, finisce l’articolo 10 della legge, commi 1 e 2. La giunta regionale, secondo quanto legiferato, sentite le organizzazioni imprenditoriali e i sindacati, può adottare «misure e criteri per l’attribuzione alle imprese, individuali o collettive, vittime di reati di mafia e di criminalità organizzata, di posizioni preferenziali nei bandi per la concessione di finanziamenti pubblici e per l’affidamento di contratti con la Regione e con gli enti, aziende e società regionali, individuando altresì i requisiti necessari ai fini del riconoscimento della predetta qualità».

Invasione di campo Al comma 2 si aggiunge che queste misure «possono consistere anche nell’affidamento in via prioritaria di contratti di cottimo fiduciario» seguendo quanto disposto dal Codice dei contratti. Queste «posizioni preferenziali» però «invadono – è scritto nell’impugnazione – la competenza esclusiva statale in materia di tutela della concorrenza». La Regione inoltre non può, secondo il governo, legiferare in merito alla «qualificazione e selezione dei concorrenti», «procedure di affidamento» e «criteri di aggiudicazione»: tutti aspetti che sono disciplinati dal Codice dei contratti. Insomma, vengono creati dei criteri preferenziali che la Regione, secondo il governo, non può introdurre.

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