«I problemi dell’Agenzia forestale regionale derivano dall’insostenibilità degli oneri finanziari ereditati dalle Comunità montane, ma abbiamo fatto tutto quello che serve per provvedere al pagamento delle spettanze entro la settimana». Questa la sintesi dell’intervento dell’amministratore unico Massimo Bianchi in audizione al Comitato per il monitoraggio e la vigilanza sull’amministrazione regionale, organismo presieduto da Maria Rosi.
Oneri finanziari e riduzione fondi europei Bianchi ai consiglieri ha spiegato che «il conto economico è in graduale miglioramento, essendo passati da un forte passivo ad un attivo di 96 mila euro» e, soprattutto, che «c’è lavoro sufficiente per garantire l’operatività dell’Agenzia forestale». Tuttavia, le criticità restano e pesano non solo in termini di oneri finanziari ma anche di «sostanziale riduzione dei fondi europei e dell’impossibilità dei Comuni a pagare a causa delle drastica diminuzione delle risorse a loro disposizione».
Attesa in consiglio la relazione periodica dell’Agenzia Parole che hanno spinto la presidente Rosi a riservarsi di «approfondire la questione con gli assessori competenti, intanto – sono state le sue parole – prendiamo atto che è stata messa una toppa su un problema che allarma centinaia di famiglie, motivo per cui continueremo a vigilare sull’Agenzia in attesa della relazione periodica che dovrà essere fornita a breve al Consiglio regionale».
Lavoratori inabili e limiti normativi Diverso il tiro del consigliere Gianluca Cirignoni (Lega) il quale ha calcato la mano per conoscere i progetti in cantiere alla luce degli «oltre 200 dipendenti con vario grado di inabilità» in organico all’Agenzia, ma ha anche richiesto quali «misure sono state adottate per evitare alluvioni, dal momento che su bonifica e irrigazione la competenza ce l’hanno le Unioni dei Comuni, che ancora non ci sono». Sul punto, in particolare, Bianchi ha auspicato una soluzione tecnica che permetta all’Agenzia di operare anche per progetti che superino la soglia dei 50 mila, dai quali al momento è tagliata fuori. E in questo senso il consigliere Lamberto Bottini ha parlato di «un ritocco normativo». Per quanto riguarda il numero dei lavoratori inabili, invece, l’amministratore unico ha ricordato che la «situazione è dovuta al preesistente sistema di assunzioni dirette, non più in uso dal 2006», garantendo comunque l’avvio di adeguate visite fiscali.
