È bastata la nomina di Arturo Ferrucci a capo del personale della Sangemini acque minerali a scatenare i peggiori sospetti di una crisi aziendale imminente, quantomeno di un ridimensionamento dei lavoratori in forza allo stabilimento di proprietà della famiglia Pessina: fu l’esecutore della ristrutturazione Ast ai tempi della Morselli. Dati alla mano, però, al sindaco di San Gemini, nonché senatore Leonardo Grimani, non risultano prospettive catastrofiche, anzi neppure minimamente negative: «Di fatto – fa notare – la famiglia Pessina non ha prospettato né l’eventualità di una crisi, né di tagli all’organico, che oggi conta circa 90 lavoratori». Recepite però le preoccupazioni dei lavoratori, avendo incontrato le Rsu dello stabilimento, Grimani, ritenendole lecite, ha promesso di accendere i riflettori sui piani industriali»

Sangemini acque «Ai lavoratori e alle Rsu ho espresso vicinanza e garantito il massimo impegno per vigilare sulla situazione dello stabilimento, se necessario coinvolgendo anche la Regione. Chi fra le forze politiche parla di ‘silenzio istituzionale’ mente: la vicenda della Sangemini è stata oggetto di due incontri in Regione e di uno con le Rsu nel comune interessato, ai quali ero presente. Questi incontri – racconta il sindaco Grimani – sono serviti per avviare un percorso condiviso che dovrà ora necessariamente passare da un incontro con la proprietà, al fine di mettere a fuoco a che punto sono gli obiettivi annunciati nel 2014. Della richiesta di incontro mi farò carico personalmente, insieme alla Regione. Acqua Sangemini è una realtà produttiva che funziona e con un serio piano industriale, può diventare uno dei punti chiave per il rilancio dell’economia del territorio. Bisogna però avere chiaro il piano industriale per i prossimi anni ed è su questo che personalmente continuerò ad insistere. Avere chiarezza sugli obiettivi e sui traguardi consentirebbe di dare certezze e serenità ai lavoratori ed allo stesso tempo di poter valutare chiaramente e senza incertezze quale percorso viene delineato. Nel piano devono essere indicati anche eventuali investimenti tecnologici, che sono un aspetto sempre positivo, purché vengano inseriti in un quadro di mantenimento deei livelli occupazionali. Il marchio ‘Sangemini’ è ormai consolidato a livello nazionale come una delle eccellenze nel campo delle acque minerali. Auspico che la famiglia Pessina, partendo dai risultati che questo sta ottenendo, possa proporre un piano di rilancio e di sviluppo anche per i brand secondari, specialmente ‘Fabia’, i quali- ciascuno con la propria specificità- hanno le potenzialità per diventare a loro volta dei punti di riferimento nazionale».

Questo contenuto è libero e gratuito per tutti ma è stato realizzato anche grazie al contributo di chi ci ha sostenuti perché crede in una informazione accurata al servizio della nostra comunità. Se puoi fai la tua parte. Sostienici

Accettiamo pagamenti tramite carta di credito o Bonifico SEPA. Per donare inserisci l’importo, clicca il bottone Dona, scegli una modalità di pagamento e completa la procedura fornendo i dati richiesti.