Dopo tre settimane di stop, il Governo riattiva gli sconti sulle accise dei carburanti concentrandoli esclusivamente sul gasolio. Da oggi il diesel beneficia di una riduzione di 17 centesimi al litro, una misura che dovrebbe riportare il prezzo medio nazionale intorno alla soglia psicologica dei due euro al litro, dopo l’impennata registrata nel mese di luglio.
Negli ultimi trenta giorni il gasolio aveva infatti raggiunto una media di 2,185 euro al litro sulla rete ordinaria, con un aumento di oltre 30 centesimi. La benzina, pur rimanendo su livelli elevati, si è invece attestata a 1,982 euro al litro. L’intervento punta quindi a ridurre il divario che si era creato tra i due carburanti e ad alleggerire, almeno temporaneamente, la spesa di famiglie e imprese.
Il decreto mobilita complessivamente 125 milioni di euro. Solo una parte limitata delle risorse deriva dalle cosiddette “accise mobili”, cioè dall’extragettito Iva incassato dallo Stato grazie all’aumento dei prezzi dei carburanti registrato nel mese di giugno. Queste coperture, però, saranno sufficienti soltanto per uno o due giorni. Per finanziare l’estensione dello sconto fino al 6 agosto il Governo utilizza invece altre risorse pubbliche, attingendo ai proventi delle sanzioni Antitrust e al fondo del ministero dell’Economia destinato agli interventi strutturali di politica economica.
Il provvedimento prevede inoltre ulteriori 22 milioni di euro di crediti d’imposta destinati agli autotrasportatori per il mese di luglio, che si aggiungono ai 300 milioni già stanziati nei mesi precedenti. Una misura che punta a contenere almeno in parte gli effetti dell’aumento dei costi di esercizio per il settore della logistica e del trasporto merci.
Durante il confronto politico era emersa anche l’ipotesi di finanziare gli sconti aumentando le accise sui tabacchi. L’idea è stata però rapidamente accantonata dopo le contrarietà espresse all’interno della stessa maggioranza. Il dibattito ha comunque evidenziato come ogni intervento di riduzione del prezzo dei carburanti richieda coperture finanziarie significative.
«In questo quadro di finanza pubblica le cifre da stanziare anche per pochi giorni sono rilevanti», ha spiegato il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti al termine del Consiglio dei ministri. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha invece definito il taglio «una risposta tempestiva e responsabile», precisando che il Governo continuerà a monitorare quotidianamente l’andamento dei mercati energetici.
Un nuovo esame della situazione è già fissato per il Consiglio dei ministri del 4 agosto, quando l’esecutivo dovrà valutare se prorogare nuovamente gli sconti nel caso in cui le quotazioni internazionali del petrolio continuassero a mantenersi elevate.
Intanto uno spiraglio arriva proprio dai mercati. Il prezzo del Brent è tornato infatti sotto i 90 dollari al barile dopo aver sfiorato i 97 dollari nei giorni precedenti. Una discesa che, se confermata, potrebbe riflettersi nei prossimi giorni anche sui prezzi praticati ai distributori italiani.
Le opposizioni giudicano però insufficiente l’intervento. La segretaria del Partito Democratico Elly Schlein parla di misure incapaci di affrontare realmente il problema del caro carburanti, mentre il presidente del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte sostiene che il Governo continui a scaricare il peso degli aumenti su cittadini e imprese.
Per il centrodestra, invece, resta aperto anche il confronto sulle future misure fiscali. Forza Italia rilancia la proposta di ridurre l’Irpef, detassare le tredicesime ed eliminare il bollo auto, mentre il ministro Giorgetti invita alla prudenza, ricordando che gli eventuali margini di bilancio dovranno essere utilizzati con interventi molto selettivi.
Per l’Umbria il ritorno dello sconto sul gasolio ha un significato particolare perché interessa una regione dove la mobilità privata continua a rappresentare la principale modalità di spostamento. L’assenza di una rete autostradale, la forte diffusione dei collegamenti su gomma e il peso di settori come autotrasporto, agricoltura, edilizia e piccola manifattura fanno sì che il diesel abbia un’incidenza maggiore rispetto ad altre realtà italiane. Un pieno di un’autovettura con serbatoio da 50 litri costerà circa 8,5 euro in meno rispetto ai prezzi registrati fino a ieri, mentre il beneficio diventa più consistente per i mezzi commerciali che effettuano rifornimenti quotidiani. Rimane però elevato il costo complessivo dei carburanti rispetto ai livelli di inizio anno, con inevitabili ripercussioni sui costi di produzione, sulla distribuzione delle merci e, indirettamente, anche sui prezzi al consumo che interessano famiglie e imprese umbre.
