È un quadro preoccupante per il vecchio continente quello tracciato dalla world steel association relativamente alla produzione di acciaio, settore nel quale anche il Vietnam ha superato la manifattura italiana. Nel sistema produttivo mondiale sul podio ci sono Cina, India e Giappone. Il belpaese è scivolato in dodicesima posizione. E a incalzare l’avanzata delle siderurgie asiatiche, si sa, c’è anche Arvedi, che mentre lamenta costi energetici insostenibili, fa spesa di semilavorati in Indonesia e intanto sconta la contrazione del mercato dei prodotti piani destinati ad automotive, elettrodometici e cantieristica navale.
Acciaio nel mondo L’anno scorso, riporta Il Sole24Ore, la siderurgia italiana ha prodotto circa 20 milioni di tonnellate, in calo del 5% (circa un milione di tonnellate in meno) rispetto all’anno precedente. Su questo dato pesa l’ex Ilva, l’anno scorso impegnata nell’ennesimo salvataggio. Per il rilancio vero e proprio serviranno anni e non è escluso che nel frattempo al fabbisogno mondiale provvedano altri palyer, tanto più se le politiche italiane ed europee non si adegueranno alle esigenze di competitività che gli imprenditori manifestano. Proprio questa settimana a Bruxelles è in programma il sit in del sindacato europeo dell’industria, sotto le finestre della sede del consiglio Ue.
Crisi siderurgica europea In Germania ThyssenKrupp (che in Acciai speciali Terni ha mantenuto il 15% di quote societarie), ha annunciato un taglio di oltre 2 milioni di tonnellate e 11mila posti di lavoro per la divisione Steel, di cui sta cedendo la maggioranza. In Francia Ascometal ha incassato il terzo fallimento negli ultimi dieci anni e segnali di crisi arrivano anche da Inghilterra e Spagna.
Ast In un quadro così, l’acciaieria di Terni continua a vivere nella nebbia di un accordo di programma che non vede la luce e nell’assenza di chiarezza sul futuro del sito casomai le richieste di avere energia a basso costo non venissero soddisfatte. I sindacati metalmeccanici, nelle loro articolazioni territoriali, questa settimana si confronteranno sul tema sia con il Prefetto che con la governatrice Proietti e l’assessore allo Sviluppo economico De Rebotti.
