Al centro del dibattito il futuro di Ast a 360 gradi, con particolare attenzione rivolta alla questione vendita, ma poi l’appalto scorie, il bilancio, i volumi produttivi, il turnover, i livelli occupazionali e gli investimenti; riflettori puntati sul sito di viale Brin insomma e quindi anche sullo storico accordo del tre dicembre 2014. Al tavolo i vertici dell’azienda, i sindacati e le istituzioni umbre, mentre dalla Germania non arriverà nessuno. A rappresentare la casa madre Thyssen sarà l’amministratore delegato di Ast Massimiliano Burelli, in quanto Ceo del gruppo in Italia; insieme a lui dovrebbero presentarsi il responsabile di stabilimento Massimo Calderini, il capo del Personale Luca Villa e il capo delle Relazioni esterne Tullio Camiglieri.
Massimiliano Burelli Già due mesi fa, per rassicurare Fim, Fiom e Uilm nazionali sul ruolo di Ast nella joint venture con Tata steel, la multinazionale aveva delegato l’ingegnere dei piani alti di viale Brin e le organizzazioni sindacali non hanno avuto nulla da obiettare. A sollevare la polemica invece stavolta ci pensa la politica e in modo particolare il capogruppo di forza Italia a Palazzo Cesaroni, Raffaele Nevi: «I vertici della Regione – tuona il consigliere – non si facciano prendere ancora per il naso, quel tavolo senza una delegazione tedesca non serve a conoscere la reale volontà della multinazionale».
La polemica di Nevi «La Regione – prosegue – se non ci saranno i vertici della Thyssenkrupp, non deve andare al tavolo convocato presso il ministero dello Sviluppo economico, il governo deve chiedere e ottenere un incontro con i massimi esponenti della casa tedesca per capire, una volta per tutte, tempi e modi dell’annunciata vendita dello stabilimento ternano. Il resto sono solo chiacchiere che non servono a nulla, se non a rinviare ancora una stabilizzazione definitiva della situazione e delle scelte rispetto al futuro sviluppo degli impianti». Avere ‘in casa’, per la prima volta, un alto rappresentante della multinazionale, è considerato dagli addetti ai lavori un attestato di stima rivolto all’ad Burelli e un riconoscimento per l’impegno su Terni, ma evidentemente non è per tutti così.
