Per un po’ di tempo l’opera di Benozzo Gozzoli, di proprietà del Comune di Terni, sarà in trasferta a Roma. Il dipinto infatti si è ‘spostato’ dalla collezione del Museo d’arte moderna e contemporanea ‘Aurelio De Felice’ a palazzo della Minerva, sede della biblioteca del Senato. E dall’11 dicembre 2024 al 2 marzo 2025 sarà esposto nella mostra ‘San Francesco, tra Cimabue e Perugino. Nel Giubileo con il Cantico delle Creature’.
La mostra L’opera, intitolata ‘Lo sposalizio mistico di santa Caterina d’Alessandria e i santi Bartolomeo, Francesco e Lucia’, è stata selezionata insieme ad altre di straordinario pregio. Tra cui la ‘Chartula’ e l’effigie di San Francesco dipinta da Cimabue. Il percorso espositivo, curato da Costantino D’Orazio, direttore dei Musei Nazionali di Perugia, e da Veruska Picchiarelli, responsabile del Dipartimento di Arte Medievale e della Prima Età Moderna della Galleria Nazionale dell’Umbria, esplora l’evoluzione dell’iconografia di San Francesco tra Medioevo e Rinascimento, evidenziandone l’importanza nella definizione dell’identità nazionale italiana. La mostra sarà aperta al pubblico dall’11 dicembre 2024 al 2 marzo 2025, dal lunedì al venerdì, dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 18, con alcune aperture straordinarie nei giorni festivi, incluse quelle già previste per il 1 e il 2 marzo 2025.
L’opera Il dipinto di Gozzoli risale al 1466 ed è un’opera realizzata in tempera su tavola. Durante un soggiorno a San Gimignano, l’artista la dipinse su commissione della famiglia Rustici di Terni per la cappella familiare nella chiesa di Santa Maria dell’Oro. Il dipinto, «prezioso come una miniatura» secondo Anna Padoa Rizzo, è lodato per la sua resa minuziosa dei dettagli e la ricchezza ornamentale, evidente nei broccati ricamati in oro e nelle pellicce di ermellino.
