La presentazione del libro

di M.Alessia Manti

Può ancora la provincia esercitare la valorizzazione del talento? È l’interrogativo da cui parte Uno di Noi, la raccolta di interviste che Donatella Miliani, giornalista de La Nazione, ha rivolto agli umbri che ce l’hanno fatta. Personaggi appartenenti a mondi e professioni diverse, accomunati però dal legame con una terra, l’Umbria, da cui è partito il loro successo o dove il successo li ha portati: Andrea Ragnetti, Nicoletta Spagnoli, Carlo Pagnotta, Renzo Arbore, Enrico Vaime, Eugenio Guarducci, Ilario Castagner, Serse Cosmi, Arnaldo Caprai, Luigi Agnolin e tanti altri.

Il libro è stato presentato mercoledì 5 febbraio alla Sala dei Notari di Perugia. Con la giornalista c’erano il vicedirettore de La Nazione Mauro Avellini, il sindaco Wladimiro Boccali, il presidente dell’Ordine dei giornalisti Dante Ciliani, l’imprenditore Brunello Cucinelli, che del libro ha curato la prefazione, e l’assessore regionale alla cultura Fabrizio Bracco che ha scritto la postfazione.

Faccia a faccia inconsueti «L’idea era quella di costruire un libro la cui lettura potesse restituire una visione positiva. Ho preso in considerazione i cosiddetti vincenti e l’Umbria che fa da sfondo e fa emergere il loro x factor – ha dichiarato l’autrice – Tutti hanno accettato volentieri di essere intervistati e a volte si tratta di faccia a faccia inconsueti e da cui emerge qualcosa di speciale. Per ognuno ho pensato ad un aforisma, un flash di ciò che il lettore avrebbe potuto trovato subito per identificare il personaggio».

Una provincia speciale Personaggi di provincia, partiti spesso dal nulla, che incarnano il raggiungimento del successo. Uscire dalla provincia non è facile e non sempre quando lo si fa restituisce alla terra d’origine quello che si ha avuto. Ma, come ha anche ricordato Cucinelli, «questo è un momento importante per rivalutare il valore della provincia e di mettere a disposizione di questa la creatività che è più forte in luoghi speciali come l’Umbria»

Uno stimolo per gli umbri La parola d’ordine è dunque ottimismo, anche per Boccali. «Perugia è una città provinciale con caratteristiche metropolitane. Lo stiamo vedendo confrontandoci con i partner candidati a capitale europea della cultura. Uno di noi è un libro che ci invita a raccogliere l’orgoglio – ha detto Il sindaco -, uno stimolo per gli umbri, anche per noi addetti alla gestione della cosa pubblica, a guardare avanti in modo positivo».

Provincia vs metropoli? Il racconto di queste storie di successo come occasione per parlare del rapporto tra provincia e metropoli «il cui scarto sembra non essere più così netto grazie ai mezzi di comunicazione e alla tecnologia, ha ricordato l’assessore Bracco aggiungendo che il libro sollecita una riflessione ampia sul cercare di cogliere un linguaggio più antico, quello dei valori tipici del luogo di origine e della spiritualità».

I giornalisti Si è discusso anche del ruolo dei giornalisti. «Le storie delle persone servono a far capire che dentro i fatti che raccontiamo in termini di spread ecc. – ha detto il presidente dell’Ordine Ciliani – ci sono persone che smuovono la situazione. Il raccontare questi esempi significa fare manutenzione e mostrare cosa c’è dietro quel mondo».

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