«Ma col dottorato in Italia che ci faccio? Dicevo io, e infatti dicevo bene e così in un lampo ho deciso: parto. Poi vi mando le mail, poi vi racconto». Maria Anna Mariani, spoletina classe 1982, insegnate di letteratura italiana alla Chicago University, poi ha davvero raccontato. Nel suo libro, però, non ci sono gli Stati Uniti bensì la Corea del Sud dove si è trasferita e dove ha vissuto per oltre quattro anni insegnando alla Hankuk University. Saranno le sue avventure in una piccola cittadina della Corea del Sud, appena sotto Pyongyang, capitale della Corea del Nord, le protagoniste dall’appuntamento in programma domenica alle 18 al Coworking di Spoleto, dove Mariani guiderà i lettori alla scoperta dell’alloggio sprofondato nella campagna sudcoreana a due ore d’autobus da Seul, incastonato nel campus universitario, che rappresenta un surrogato del pianeta. La ricercatrice spoletina vive e in Dalla Corea del Sud tra neon e bandiere sciamaniche poi racconta una condizione di chierica vagante, in compagnia di altri professori altrettanto attoniti e sradicati da ogni parte del globo. Ma quella Corea per Mariani è una sorpresa, una quotidianità fatta di inchini, inchini e ancora di inchini, ma anche di tradizioni trasferite dal passato in una contemporaneità fortemente tecnologica: qui le bandiere sciamaniche sventolano sopra le “tre stelle” della Samsung (Sam Sung significa tre stelle). L’accademica precaria, però, nei quattro anni coreani passa dall’estraneità totale a un’empatia verso un paese misterioso a forma di tigre.
