Gregory Porter sul palco di Umbria Jazz Winter
Gregory Porter sul palco di Umbria Jazz Winter (foto Umbria Jazz)

di Daniele Bovi
Twitter @DanieleBovi

Un grande cantante nero non si vedeva da anni. Gregory Porter lo è in tutti i sensi: grande nel fisico (ha tentato pure, fino ad un infortunio, la carriera nel football americano) e nella voce, splendida quanto versatile nel suo essere un piccolo compendio della storia musicale afroamericana. Dal soul al jazz fino ai temi di Billie Holiday (God Bless The Child è nell’ultimo album Be Good di cui si dir più avanti), Porter sarà resident artist per tutta la durata di Umbria Jazz Winter, ad Orvieto fino al primo gennaio. Salito alla ribalta internazionale relativamente tardi nel 2010 con Water (una nomination ai Grammy), Porter, 41 anni, ha pubblicato a febbraio un nuovo lavoro molto atteso come Be Good.

Be Good L’album, nominato come migliore della categoria jazz per il 2012 su iTunes, racchiude una raccolta di dodici pezzi, in gran parte inediti e scritti dallo stesso Porter, più alcuni standard come Work Song e Imitation of Life, la colonna sonora di un film candidato all’Oscar del 1959 con Lana Turner e Sandra Dee. «Benedetto» anche da un musicista e da un uomo rigoroso come Wynton Marsalis («è un fantastico giovane cantante»), con il quale spesso collabora esibendosi insieme all’orchestra del Lincoln Center di New York, Porter fa tornare alla mente un monumento della vocalità jazz come Nat King Cole, al quale ha dedicato una piece teatrale.

Dee Alexander La voce è una parte importante di questo ventennale (Gino Paoli, accompagnato da Danilo Rea, sarà protagonista il giorno di capodanno) e a testimoniarlo c’è, oltre al giovanissimo cantante e polistrumentista Jonathan Baptiste, una donna molto apprezzata da Umbria Jazz come Dee Alexander. Sul palco del festival la cantante ha esordito tre anni fa mentre nell’edizione estiva del 2011 ha dato sfoggio di tutta la sua grande versatilità e classe (dal soul al jazz fino al funky)  fino presentando all’Arena un progetto-omaggio a Jimi Hendrix. Anche in quell’occasione con lei l’Evolution Ensemble che molto deve anche ad una grande musicista come la violoncellista Tomeka Reid. La Alexander è anch’essa resident artist al festival e i suoi sono davvero concerti da non perdere.

La sciarpa della solidarietà A Orvieto c’è poi la possibilità di contribuire alla raccolta fondi per aiutare le persone colpite dall’alluvione di novembre. Per tutta la durata del festival si potrà acquistare, al prezzo di 15 euro, la «sciarpa della solidarietà» nei punti merchandising di Palazzo del Popolo, Palazzo dei Sette e Teatro Mancinelli.

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