Dopo la sbornia di Prince, il «supafunkrock», come lo definisce lui, di Trombone Shorty e il blues di BB King, Umbria Jazz tira le somme di questa edizione che parlano di 40 mila spettatori e 1,2 milioni di euro di incasso. Sui palchi della manifestazione da 350 artisti sono stati suonati 260 concerti, mentre il sito del festival ha totalizzato 127 mila contatti. Difficile, come spiegato domenica mattina nella tradizionale conferenza stampa di fine festival dal direttore artistico Carlo Pagnotta, dal presidente della fondazione Renzo Arbore e dal sindaco di Perugia Wladimiro Boccali insieme alla presidente della Regione Catiuscia Marini, quantificare il dato delle presenze in città, ma certamente l’acropoli perugina è stata frequentatissima ogni giorno e soprattutto ogni notte della manifestazione.
Non solo Prince e Santana Musicalmente, Umbria Jazz 2011 è stata l’edizione di Prince e Santana, ma i jazz fan ortodossi ricorderanno il tributo di Herbie Hancock, Wayne Shorter e Marcus Miller per il ventesimo anniversario della morte di Miles Davis. Capitolo a parte per BB King, ieri sera, e Liza Minnelli, due icone oltre le mode, accolte con un calore che forse trascende le performance di cui sono oggi capaci. Da sottolineare anche i concerti di Branford Marsalis, Gilberto Gil ed il progetto di Dee Alexander sulla musica di Jimi Hendrix, senza dimenticare la serie di concerti davvero notevoli andati in scena all’oratorio di Santa Cecilia.
VIDEO: IL CONCERTO DI BB KING ALL’ARENA SANTA GIULIANA
Sostegno confermato Confermato, da parte delle istituzioni, il sostegno ad una manifestazione «che continua a svolgere un ruolo fondamentale nella politica culturale e nell’immagine di Perugia e dell’Umbria, nonché la sola che abbia come principale sponsor il pubblico». Appuntamento del festival alla edizione invernale di Orvieto, ma prima ci sarà una trasferta promozionale a Barcellona. Nella città spagnola infatti dal 20 ottobre al primo dicembre si terrà la 43esima edizione del jazz festival e Umbria Jazz ha stretto una collaborazione con gli organizzatori. In terra iberica così arriveranno alcuni tra i più importanti e conosciuti jazzmen italiani come Paolo Fresu, Enrico Rava e Stefano Bollani.
VIDEO: IL CONCERTO DI TROMBONE SHORTY
Arbore cittadino onorario Da sabato intanto Renzo Arbore è diventato ufficialmente cittadino onorario di Perugia. La cittadinanza onoraria gli è stata conferita nel pomeriggio nel corso di una cerimonia che si è trasformata anche in una divertente esibizione. Nella duecentesca Sala dei Notari di Palazzo dei Priori, nel cuore medievale dell’ acropoli, c’era Arbore, c’era il sindaco, Wladimiro Boccali, ed il consiglio comunale perugino con il suo presidente, Alessandro Mariucci, ma c’erano anche i Funk Off, che tutti i giorni di Umbria Jazz percorrono le strade principali del centro storico con il loro seguito di fan.
L’esordio a Perugia «Renzo Arbore – ha detto il sindaco Boccali – è un amico di vecchia data di Perugia, che ha svolto il suo incarico in modo impeccabile, e non ha mai perso occasione per promuovere la manifestazione e, nel complesso, anche la città. Non facciamone una commemorazione – ha detto Arbore -, per questo mi sono vestito di bianco come per la prima comunione. La considero come un inizio». Arbore ha anche parlato del suo legame con Perugia. «Mi affascina – ha detto – come un salotto buono. Sono grato a Perugia perché qui ho esordito, da ragazzo timido, come musicista in pubblico: fu in una edizione di Umbria Jazz, in cui mi esibii con Paolo Conte, Lucio Dalla e Pupi Avati. Fu il più difficile assolo al clarinetto che abbia mai fatto».


