Quantcast
sabato 8 maggio - Aggiornato alle 01:07

Umbria Jazz, il Festival dei Due Mondi e il Festival delle Nazioni, al Maxxi di Roma

Umbria Jazz, il Festival dei Due Mondi e il Festival delle Nazioni, rimarcano lo stretto rapporto col territorio che li ha partoriti e con la propria storia a cui guardano con entusiasmo. Il noto portale www.dagospia.com copre l'evento con il noto fotografo di 'Cafonal'

 

dall’inviata Lucia Caruso

Quale migliore location se non quella del Maxxi di Roma per presentare l’anteprima dei tre più grandi festival umbri, l’Umbria Jazz, il Festival dei Due Mondi e il Festival delle Nazioni, che, oggi più che mai, rimarcano lo stretto rapporto col territorio che li ha partoriti e con la propria storia a cui guardano con  entusiasmo per trovare nuovi stimoli capaci di proiettarli nel futuro.

La location Questo museo, firmato da Zaha Hadid, si offre, attraverso la sua architettura, come collegamento tra l’arte e il tessuto urbano, tra  l’innovazione delle sue forme e il paesaggio pre-esistente della città eterna. E qui, dove contenitore e contenuto vivono della stessa filosofia, si sviluppa anche all’interno del museo stesso uno stretto rapporto tra ciò che c’era e ciò che c’è e ci sarà. Infatti se da un lato è luogo di sperimentazione e vetrina delle nuove tendenze artistiche,  riesce al contempo a dare spazio ai due secoli di storia dell’arte che ci precede. Così in questa originale cornice, si è svolta lunedì 23 maggio la conferenza stampa che ha visto protagonista l’Umbria con i suoi appuntamenti di punta che si sono fatti emblema di una regione che seppur ancorata alla sua tradizione si muove a suo agio al passo coi tempi.  Una regione che è fucina di idee e creatività e che pretende, legittimamente, di sventolare il baluardo di una lungimirante audacia che l’ha condotta  alla decisione, oggi – possiamo dire – in controtendenza,  di investire nella cultura. Tanto per precisare “l’Umbria – è quanto ha detto Catiuscia Marini, presidente della Regione Umbria,– quest’anno ha fatto la scelta coraggiosa di non tagliare neanche un euro ai fondi destinati alla Cultura”.

L’Arte di vivere l’Umbria A raccontare «L’arte di vivere l’Umbria»- slogan che si fa portavoce della poliedricità di intenti dei festival – c’erano  anche Pio Baldi, presidente della fondazione Maxxi, Fabrizio Bracco, assessore regionale alla Cultura, Renzo Arbore e Carlo Pagnotta, rispettivamente presidente e direttore artistico di Umbria Jazz, Giorgio Ferrara, nella duplice veste di presidente e  direttore artistico del Festival dei Due Mondi di Spoleto, e per il Festival delle Nazioni erano presenti il direttore artistico, Aldo Sisillo e il presidente Giuliano Giubilei. Sono tutti e tre Festival molto antichi fa notare Catiuscia Marini, «alcuni hanno superato i 50 anni» e quest’anno si misurano con una forma di comunicazione innovativa che – come ha spiegato la presidente – si avvale delle innumerevoli applicazioni per smartphone, che oltre a dare tutte le informazioni sui festival, sulla regione e su come muoversi, permettono di scaricare programmi e acquistare biglietti da qualunque parte del mondo. «Abbiamo registrato qualche migliaio di cittadini stranieri che , soprattutto dalla Cina, dall’America e da varie parti d’Europa, hanno già scaricato i programmi dei festival». E il fatto che sia passato pochissimo tempo dall’attivazione di questi nuovi servizi «fa ben sperare», come afferma soddisfatta la Marini.

Cerniera tra nord e sud «Questi festival – ha proseguito la presidente – sono precursori in Italia dell’idea della grande manifestazione culturale» e il fatto che l’Umbria sia «cerniera tra il nord e sud del Paese» ha condotto  spontaneamente e autonomamente le organizzazioni dei tre festival a conferire a queste edizioni un look tricolore e a dedicarle  ai 150 anni dell’Unità d’Italia.  All’interno del festival spoletino infatti è in programma un concerto dedicato a Giuseppe Verdi.  Il Festival delle Nazioni ha scelto quest’anno come protagonista la musica dei grandi autori italiani. Agli artisti italiani che parteciperanno ad Umbria Jazz è stata chiesta una rilettura dell’inno di Mameli in chiave jazz. «Insomma – sottolinea il padron di Umbria Jazz – speriamo di promuovere le emozioni dell’Umbria». E quella che si respira al Maxxi in questa raffinata serata è proprio l’Umbria delle grandi occasioni, l’Umbria delle grandi sfide. Si avverte un vento nuovo, che vuole oltrepassare i confini e soffiare lontano. E si avverte la forza e la vivacità di questo vento che ha il sapore del cambiamento e che questa volta ha anche profumo di futuro.

Gli ospiti Vip, politici, artisti e giornalisti sono accorsi al grande evento, tra questi: Dory Grezzi, Giuliano Ferrara, Margherita Boniver, Francesco Rutelli. Dall’Umbria oltre a coloro che hanno tenuto la conferenza, i parlamentari Walter Verini e Mauro Agostini, i sindaci di Spoleto, Città di Castello e Orvieto, il vicesindaco di Perugia, Nilo Arcudi, l’ex sindaco di Città di Castello e attuale assessore regionale all’Agricoltura, Fernanda Cecchini, l’assessore provinciale alla Cultura di Perugia, Donatella Porzi e tantissimi altri.

La festa del jazz Al termine della conferenza ad aspettare gli ospiti un pianoforte  sul  palco allestito nel trionfale ingresso del Maxxi. Lì, solo, pareva quasi in attesa di essere suonato dalle dita agili di Danilo Rea. Ed è lui, Rea, che reinterpretando grandi classici della canzone italiana, come indimenticabili brani di De Andrè e Modugno che riverberano il senso di questa italianità che unisce, conduce per mano il pubblico fino all’atto finale della sua esibizione: un lunghissimo e calorosissimo applauso,  che si rivela uno dei momenti più belli della serata. Alla sua performance, presentata da Renzo Arbore, è succeduta quella di Andrea Griminelli, che col suo flauto traverso ha ripercorso le più belle colonne sonore di Nino Rota. Ad accompagnare la musica, proiettate su uno dei muri del museo,  le immagini di un’Umbria da scoprire, da vivere e da amare.

L’evento su Dagospia Il noto portale di informazione nazionale, dagospia.com, copre l’evento con un servizio ed una galleria fotografica. Il segno di un evidente interesse sull’appuntamento ma anche sugli annunciati palcoscenici umbri di questa stagione.

Un assaggio dell’Umbria A fine serata non poteva mancare un ultimo tocco d’eccezione: un assaggio dell’Umbria. Una cena buffet dove  i commensali hanno degustato prodotti e piatti tipici del cuore verde d’Italia. Tutt’intorno a renderla incredibilmente romantica candele e luci soffuse che sembravano ammorbidire le geometrie del Maxxi, disegnando sui lunghi viali imprevedibili giochi di ombre. E mentre  le note del jazz continuavano a riecheggiare nell’aria, regalando un sottofondo onirico ad un’atmosfera già irrimediabilmente magica, il pensiero non poteva che andare alla signora Umbria che, vestita a festa, ha fatto il suo figurone, consapevole che per molto ancora farà parlare di sé.

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.