Sgarbi a Palazzo Donini

Tanti cittadini in fila ad attendere il proprio turno per vedere da vicino le stanze “nascoste” di palazzo Donini. E, prima ancora, per la conferenza storico-artistica di lunedì pomeriggio a cui hanno partecipato il critico d’arte Vittorio Sgarbi e i due architetti, Bruno Salvatici e Daria Ripa di Meana, che hanno illustrato i lavoro di restauro e la filosofia dell’allestimento degli interni del Palazzo da loro stessi curata.

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Esperienza da ripetere «Con l’apertura straordinaria di Palazzo Donini – ha sottolineato la presidente Catiuscia Marini – abbiamo voluto offrire ai perugini ed agli umbri l’opportunità di conoscere un edifico di straordinario valore storico architettonico, forse il più bell’esempio del ‘700 perugino. L’iniziativa – ha proseguito – ha già fatto registrare il tutto esaurito per le due giornate programmate ed in futuro vedremo di ripeterla. Abbiamo scelto queste due date perché è impossibile consentire la visita del Palazzo durante l’anno, in quanto le stanze che verranno aperte al pubblico sono normalmente adibite ad uffici e Gabinetto della Presidenza».

Il Palazzo Gran parte dell’edificio, di proprietà dei Donini fino alla fine dell’’800, è sconosciuta alla maggior parte dei cittadini che finora hanno potuto accedere a solo due delle 17 sale del Palazzo, di cui tre al pianoterra e quattordici al piano nobile. «Ci è sembrato un atto importante – ha detto ancora Marini – far partecipe l’intera comunità di una delle testimonianze architettoniche più significative dell’Umbria e che presenta alcune particolarità, come la Cappella attigua all’appartamento privato dei Donini. Nella Cappella, interamente decorata da stucchi e dipinti, è stato infatti reinserito l’altare, sebbene fosse evidente che la sua destinazione non sarebbe stata più quella originale. Il Palazzo è nel tempo stato acquisito da enti ed istituzioni, come il Comune di Perugia e l’Università degli studi di Perugia che lo destinò a sede della Facoltà di lettere e filosofia e di matematica. Negli anni settanta è stato acquistato dalla Regione Umbria che nel 1974 avviò i lavori di consolidamento e restauro. Da sempre la vita del Palazzo – ha concluso la presidente – ha incrociato la vita politica e istituzionale non solo dell’Umbria, come nel 1819 quando ospitò Metternich in visita a Perugia».

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