I Trainrider durante una esibizione

di F.T.

Trainrider è un progetto musicale e artistico, ideato e sviluppato da Jason Evers Johnson, alias ‘Trainrider”, un americano che da  otto anni vive a Perugia. Di famiglia originaria del Kentucky, è nato in una base militare in Missouri prima che il padre venisse mandato in Vietnam. Sin dall’adolescenza ha iniziato a viaggiare per lunghi periodi, percorrendo in lungo e in largo il sud degli Stati Uniti per arrivare poi in Europa, vivendo avventure anche rischiose. Simili esperienze non gli hanno impedito di coltivare l’interesse per le arti e in particolare  per la pittura. Oggi racconta che quei lunghi e intraprendenti viaggi erano anche un modo per conoscere e aiutare giovani ragazzi che come lui vivevano in una situazione di disagio sociale o di difficoltà economica, viaggi che in seguito lo hanno condotto, per diverso tempo, anche in Georgia, dove ha avuto l’occasione di conoscere e collaborare con diversi bluesman locali (Mudcat, Frank Edwards, Cootie Stark, Cora Mae Bryant e altri) assimilando e rielaborando una cultura musicale che è sempre stata nel suo Dna.

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Perugia Poi le circostanze lo hanno portato a Perugia, dove attualmente vive continuando a coltivare la passione per la pittura, le arti grafiche e la musica. Ed è proprio la musica la forma d’arte scelta con maggior motivazione ed impegno in questi ultimi anni, principalmente a causa di una serie di gravi problemi di salute che purtroppo non possono essere curati o risolti. Da qui nasce Trainrider, un progetto che ha preso forma grazie alla collaborazione di alcuni musicisti umbri e non solo. Volutamente privi di un genere musicale ben definito, i quattro componenti della band propongono brani originali, scritti e basati su storie ed esperienze vissute personalmente da Jason. Un mix di influenze che affondano le radici nella musica americana del sud, ma che percorrono trasversalmente differenti espressioni, dall’acid/beat blues al rock, senza disdegnare venature jazz oltre a un tocco di psichedelia, fino a brani parlati nello stile di Gil Scott Heron o Tom Waits. I Trainrider, dopo diverse date di “riscaldamento” in locali e pub di Perugia, sono in attesa del loro primo disco, attualmente in fase di lavorazione all’indirizzo di un produttore di Los Angeles.

LA PAGINA FACEBOOK DI TRAINRIDER

Perché Trainrider Il nome scelto, è un riferimento a chi è abituato a viaggiare in treno, sfidando distanze e mantenendosi sempre in movimento, pronto ad assorbire nuove esperienze e visioni del mondo, per poi rielaborarle e dare vita a forme ed espressioni musicali originali. Ma è anche una metafora per chi vive nell’anonimato, perennemente in cerca o in fuga da qualcosa.

L’appello, Il progetto insieme a Ferrovie dello Stato Da qui l’idea di una serie di concerti itineranti, da svolgersi esclusivamente viaggiando in treno, in tutta Italia ma anche all’estero, con una strumentazione ridotta al minimo essenziale ma senza che ciò pregiudichi lo spirito della loro musica. Partendo da Perugia e spostandosi lungo i tragitti ferroviari, il progetto proporrebbe un nuovo concetto di live, consentendo alla band di diffondere la loro musica e al tempo stesso di mantenersi ricettivi nei confronti dei luoghi e delle persone incontrate durante il viaggio. Il tutto verrebbe documentato da foto e riprese che verranno poi utilizzate per creare un corto che testimoni l’evento. Più precisamente si tratta di chiedere a Ferrovie dello Stato una sorta di sponsorizzazione nella forma di 6 abbonamenti mensili da concedere ai musicisti della band e al personale necessario ad allestire e documentare l’evento. «Ci piacerebbe poter organizzare il tutto – spiega Jason – insieme a Ferrovie dello Stato con i tempi e i modi a loro più convenienti riuscendo a ricavare un riscontro positivo per entrambi. Se un simile progetto dovesse prendere il via, i Trainrider sono pronti ad abbattere i confini internazionali e a saltare su qualunque treno disposto ad accogliere la loro idea e in grado di condurli verso nuovi orizzonti, così da ampliare il loro bagaglio di esperienze musicali, artistiche e umane».

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