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I crolli alla basilica di Norcia

di Daniele Bovi

Come far sì che un pezzo fondamentale dell’identità dei cittadini che vivono nelle aree colpite dal sisma, ovvero i beni culturali, siano fruibili e non rimangano sepolti per anni nei magazzini, inaccessibili ai più? Il problema se lo sono posti ad esempio a Matelica dove grazie all’iniziativa del sindaco, lo storico dell’arte Alessandro Delpriori, le opere della città salvate dalla distruzione saranno raccolte ed esposte in tutta sicurezza in una struttura del centro storico. E in Umbria cosa stanno facendo o pensando le istituzioni? Alla domanda mercoledì, durante la conferenza stampa di fine anno della giunta, hanno risposto la presidente della Regione Catiuscia Marini e l’assessore alla cultura Fernanda Cecchini. Un piano preciso attualmente non c’è ma la presidente assicura che «nel 2017 cominceremo a ragionare con la Soprintendenza su cosa poter fare. Pensiamo anche a creare le condizioni adeguate affinché il deposito spoletino di Santo Chiodo (dove sono state ricoverate le opere d’arte salvate in Umbria, ndr) sia visitabile». Nel frattempo hanno preso la via di Siena quelle della basilica di San Benedetto per una mostra che rimarrà aperta fino a ottobre. «Un appuntamento – ha sottolineato Marini – in cui si punterà anche a trovare finanziamenti per il restauro». «In più i Comuni di Norcia e Assisi – ha aggiunto Cecchini – stanno valutando la possibilità di fare mostre insieme».

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Messa in sicurezza Nel frattempo partiranno giovedì mattina, giorno in cui sarà riaperto il centro storico di Norcia, l’operazione di messa in sicurezza di ciò che rimane della basilica. A partire dalle 9.30 sarà montata sulla facciata di San Benedetto la grande struttura in tubi innocenti alta 18 metri che garantirà, o così si spera, la stabilità della facciata rimasta in piedi. Il progetto, curato e diretto dall’ingegner Claudio Modena dell’Università di Padova e condiviso dal Nucleo interventi speciali dei vigili del fuoco, che si occuperà del montaggio. Il finanziamento dell’operazione è stato garantito dal Mibact e tutto è fatto in vista delle altre fasi della messa in sicurezza relative al campanile, all’abside della basilica e al transetto, con la salvaguardia delle macerie, ancora all’interno dell’edificio, per le quali ai primi di gennaio partirà l’operazione della selezione controllata in base alle direttive tecniche date dal Ministero stesso.

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Capolavoro in mostra Intanto uno dei simboli del patrimonio nursino, ovvero L’Annunciata di Jacopo della Quercia, salvatasi dal sisma, sarà esposta da giovedì e fino al 30 marzo alla Galleria nazionale dell’Umbria. Il capolavoro in terracotta policroma, realizzata dal maestro senese nei primi anni del Quattrocento, era conservato all’interno del museo della Castelina. «L’Amministrazione comunale di Norcia – dicono il sindaco Nicola Alemanno e l’assessore alla cultura Giuseppina Perla, insieme al direttore del museo, Maria Angela Turchetti – non vuole che si dimentichi l’ingente patrimonio culturale del territorio, messo a dura prova dagli eventi sismici di questi mesi, né il museo della Castellina, che stava per essere oggetto di un importante progetto finanziato dall’Unione europea tramite la Regione Umbria». Rimasto in piedi nei muri portanti, il museo, ora interdetto ai visitatori, ha subìto profonde lesioni nelle sue sale, mentre sono crollati il campanile a vela della facciata e parte del tetto del ballatoio. Tutte le opere sono state portate a Santo Chiodo.

Twitter @DanieleBovi

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