Pubblichiamo la lettera con raccolta firme delle associazioni e dei soggetti interessati, che richiede un intervento urgente per evitare il trasferimento al di fuori del Comune di Norcia dei beni artistici e culturali a rischio a seguito del sisma del 24 agosto
Preso atto che i luoghi di culto di Norcia e del suo territorio risultano inagibili o pericolanti, comprese le chiese adibite a ricovero dei beni artistici-religiosi in conseguenza dei precedenti eventi sismici. Considerato che questi beni culturali dovranno essere ricoverati in sicurezza in altre strutture antisismiche e che il loro numero aumenterà in conseguenza dei futuri lavori di ristrutturazione post sisma delle chiese e dei fabbricati di pregio architettonico come il Museo della Castellina. Considerato che questi beni culturali rappresentano la nostra identità culturale e il segno della nostra identità e il sogno della nostra plurimillenaria storia.
Chiediamo che i nostri beni culturali e artistici rimangano in idonee strutture ubicate all’interno del territorio comunale e non vengano trasferiti in altri comuni. A nostro avviso ci sono le condizioni per ricoverare in sicurezza in zona detti beni. Per esempio presso il deposito della Soprintendenza di Norcia, già rimessa dell’ex ferrovia Spoleto-Norcia che ci risulta abbia gli spazi necessari per questo scopo.
Nel caso che detti spazi fossero insufficienti si potrebbe utilizzare, attrezzandolo, uno dei diversi capannoni della zona industriale attualmente inutilizzati, come avvenne nel 1979. Comunque potrebbe essere questa l’occasione per costruire a Norcia un deposito per i beni culturali ma anche per ospitare beni privati delle popolazioni terremotate, visto che il fenomeno sismico si verifica nella nostra zona ogni 10-15 anni con effetti anche devastanti. Un centro che potrebbe ospitare anche un laboratorio di restauro del nostro patrimonio archeologico e storico-artistico.
La nostra città non può rischiare di perdere nei fatti un patrimonio culturale che rappresenta la sua identità e che costituire uno degli elementi per far risorgere la nostra economia dopo il fermo conseguente al terremoto. Portare a Spoleto o altrove il nostro patrimonio culturale, rappresenta un rischio di dispersione e di mancato rientro dello stesso a Norcia, come abbiamo constato negli ultimi anni. Basti pensare ai beni archeologici di Norcia che arricchiscono il Museo nazionale di Spoleto al prezioso patrimonio artistico religioso, preveniente dopo il terremoto del 1979 da Norcia, dalla Valle Campiana e Castoriana ma ritornati nelle chiese di origine e che finora fanno bella mostra nei Musei di Spoleto sia diocesano che in quello del Ducato.
Beni spesso di grande valore artistico come i dipinti del Filippino Lippi e del Cavalier d’Arpino. Una prassi che ha interessato anche una parte del nostro Archivio storico ospitato e per le suddette carenze presso l’Archivio di Stato di Spoleto. Da ultirmo vogliamo citare la vicenda dei Crocifissi portati a Spoleto dal Museo della Castellina e dalle chiese del Comune di Norcia per una mostra temporanea e dopo qualche anno non più restituito, adducendo i più svariati pretesti. Unendoci a quanto già espresso dal sindaco di Norcia su questo delicato argomento, le nostre associazioni fanno appello affinché questa nostra richiesta di mantenere a Norcia il nostro patrimonio storico culturale venga accolta al fine di evitare che si verifichi di fatto uno sciacallaggio istituzionale che andrebbe a sommarsi ai danni causati dal sisma e che cancellerebbe dal nostro territorio la nostra storia e la nostra cultura.
Federalberghi provincia di Perugia, Onlus Tutti i colori del Mondo, Lions club Valnerina, Distretto scolastico numero 9 di Norcia, Comitato civico per il rilancio dell’ospedale di Norcia, Archeonursia, associazione Norcia 480, associazione Corteo storico San Benedetto, Compagnia dei Balestrieri di Norcia, Comitato norcia per l’ambiente, Teatro Tredici, Gruppo artisti dilettanti, Psi sezione di Norcia, Rotary club di Norcia, Officina culturale 2.0, Coro San Benedetto
