di Francesca Mancosu
Lo ascolti parlare, e senti l’eco di un mondo che hai conosciuto solo nei libri di scuola, e che purtroppo è ormai perso per sempre. L’Italia rurale del primo novecento, fatta di contadini semplici e campagne sterminate, la guerra di Libia, i caffè concerto, la belle epoque. Il lui in questione è Paolo Poli, protagonista di ‘Aquiloni’, lo spettacolo ispirato all’omonima opera di Giovanni Pascoli, in scena al teatro Secci di Terni il 9 e 10 dicembre.
Elogio della campagna «Pascoli è un autore che frequento sin da quando ero bambino», racconta Poli, classe 1929. «Allora si usava molto nelle scuole: D’Annunzio era troppo sensuale, non andava bene per i bimbi. E i miei primi applausi li ho avuti proprio recitando le poesie dell’autore romagnolo. Poi, dietro le sollecitazioni del professor Contini dell’università di Firenze, ho deciso di rivedere questo poeta, recuperando le sue cose migliori: i poemetti dove si impossessa del linguaggio toscano degli emigranti che parlano l’inglese storpiato, il cosiddetto ‘ruolino’». Così, al centro dello spettacolo interpretato dall’attore toscano ci saranno la gioia della primavera e la campagna, «quelle cose lì, che al tempo non si guardavano neppure, e che ora sono diventati valori, che riprendono valore come antichità e non come vecchiaia».
Scenografie di Luzzatti A fare da sfondo, come di consueto, saranno le scenografie realizzate su disegni di Emanuele Luzzatti, indimenticato compagno di lavoro di Poli. «Purtroppo, potrò montarne solo una parte, visto che il palcoscenico del Secci è un po’ infelice. Peccato non sia disponibile il Verdi, era un così bel teatrone». Oltre ai coloratissimi costumi di Santuzza Calì, ci saranno anche le musiche di Jacqueline Perrotin. «Ho scelto delle romanze, quelle che venivano suonate dai borghesi del primo novecento, canzoni della guerra coloniale e messicane, in omaggio a Massimiliano d’Asburgo, mandato a fare l’imperatore in Messico e poi fucilato. Poi le canzoni dei caffe concerto e delle operette, come ‘La vedova allegra’, ad esempio».
La ditta di Poli «Non sarò solo sul palco», conclude Poli. «Nella speranza che i camion con i costumi e le scenografie arrivino in tempo a causa degli scioperi in corso (i blocchi autostradali attuati dal movimento del Forconi, ndr), con me ci saranno quattro attori di grande valore: Fabrizio Casagrande, Daniele Corsetti, Alberto Gamberini, Giovanni Siniscalco, che canteranno e balleranno. Poi ci saranno anche i miei collaboratori tecnici: in tutto, saremo una dozzina. Una piccola ditta, insomma, con tutti i suoi guai».
