di Massimo Colonna
«Ci avete mandato in questa valle per riscoprire le antiche rovine, ma in realtà qui c’è una natura senza uguali». E’ uno dei messaggi che i primi pittori plenaristi appena giunti nella Valle del Nera spedirono al loro committente. Proprio con questo spirito partì l’avventura degli artisti ‘en plein air’, che tra il 177 e il 1800 proprio nel Ternano trovarono l’ispirazione per quei quadri all’aria aperta che anticiparono poi l’Impressionismo francese di Manet, Monet e Degas. Oggi il Comune di Terni e la Fondazione Carit rilanciano quell’avventura.
Diversi progetti Un documentario, gli itinerari e cinque nuove stazioni fanno arte del progetto che prevede un museo diffuso, dal titolo ‘I luoghi ritrovati di una Valle incantata’, che vede impegnato il Comune di Terni e la Fondazione Carit. Un investimento, tra sentieri, restauro dei piccoli edifici, materiale divulgativo, di circa 180 mila euro. Martedì mattina la conferenza stampa di presentazione nella sala consigliare del Comune con il vicesindaco Francesca Malafoglia, il presidente della Fondazione Carit Mario Fornaci, l’autore del documentario Franco Passalacqua.
Valorizzazione «Una iniziativa di grandissimo spessore – ha spiegato il vicesindaco – che si inserisce e rafforza la candidatura di Terni a capitale italiana della cultura. Un progetto, quello della valorizzazione delle opere dei grandi artisti che hanno voluto ritrarre le bellezze della Cascata, dei borghi lungo Nera, del ponte di Augusto, che per la prima volta mette insieme tutte le opere e ribadisce la centralità di questo territorio per i grandi viaggiatori, un passato che può esercitare un richiamo di grande fascino per i turisti di oggi»
Il contesto artistico Tra il 1700 e il 1800 l’area geografica del Ternano ha visto la presenza di pittori europei che hanno dipinto dal vero: oggi la riscoperta della loro arte diventa progetto di promozione culturale e turistica. La cascata delle Marmore ritratta da Jean Baptiste Camille Corot e da Achille Etna Michallon, Il ponte di Narni sempre di Corot, sono alcuni esempi di opere che rappresentano una pietra miliare per quel movimento artistico a cavallo tra il Settecento e l’Ottocento. Tra i luoghi più amati e ammirati in quell’epoca figura l’area della cascata delle Marmore, Piediluco, Papigno e giù fino alla via Flaminia ternana.
Il progetto Promosso dal Comune di Terni con il Comune di Narni, con il supporto della Fondazione Cassa di Risparmio di Terni e Narni, la collaborazione del Garden Club di Terni e l’apporto di studiosi quali Anna Ottani Cavina e da Franco Passalacqua, che ne è stato l’ideatore, il progetto ha preso il via un anno fa. Obiettivo del progetto, in particolare del museo diffuso che sarà realtà nel 2016, sarà quello di mantenere vivo e conservare per le generazioni future il patrimonio storico-artistico che testimonia il passaggio dei plenaristi. Il documentario ‘La valle incantata’ di Passalacqua verrà proiettato venerdi 9 ottobre alle 19 al Palasì a Terni.
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