Marcello Ghione

di Anna Maria Rengo

Ordinate e risistemate, con precisione e soprattutto con tanto amore. Quell’amore che li ha uniti per tanti anni e grazie al quale la cultura ternana si arricchisce di due opere inedite e postume di Marcello Ghione: ‘Lu campa’ da mò’ e quello che la moglie, Ambra Beltrame, che ha curato la pubblicazione dei suoi ultimi scritti, definisce ‘il tesoro’ del commediografo, poeta e scrittore Marcello Ghione, ‘Il sapore degli anni’.

La presentazione I due libri di poesie, editi da Thyrus, saranno presentati giovedì prossimo, alle 21 a Palazzo Gazzoli, durante una serata fortemente voluta dalla famiglia per ricordare l’eclettico artista ternano a poco più di un anno dalla morte, il 21 maggio del 2012. «Sapeva di avere i giorni contati – racconta Ambra Beltrame – e vedevo che scriveva, sempre su carta, su dei quadernoni che si curava anche di illustrare. In queste sue ultime poesie non ci sono più gli ardori della gioventù, piuttosto sono permeate dall’idea della morte. Ma non si tratta di una morte triste, senza ritorno, piuttosto di un passaggio a una vita migliore. Così ha affrontato la sua malattia, con il sorriso, con coraggio e fede, sapendo che lassù che c’è qualcuno che ci guarda e giudica, e dunque comportandosi di conseguenza».

La produzione artistica Marcello Ghione era figura di spicco nell’ambito della cultura ternana, con all’attivo la pubblicazione di quattordici raccolte di poesie (sette in lingua, altrettante in dialetto), cinque opere di narrativa, sei commedie in dialetto e atti unici, oltre che autore di canzoni dialettali, in lingua, e del testo di una commedia musicale. Senza contare la pittura, altra sua grande passione ‘esportata’ in mostre personali e collettive, in Italia e all’estero. «Sapevo che ci teneva a che questi suoi ultimi scritti fossero pubblicati e mi sembra giusto tributargli questo omaggio, e certamente finché vivrò ogni anno organizzerò qualcosa per ricordare a tutti la sua figura», prosegue ancora la moglie.

Gli aneddoti Un personaggio ‘pubblico’, anche con la sua elezione nel 1997 a consigliere comunale, ma che si definisce ulteriormente con i tanti aneddoti e racconti di vita familiare. «Mai dargli da sistemare una presa elettrica. Ma quando si trattava di creare e organizzare non era secondo a nessuno. Era davvero poliedrico, penso per esempio alle ricette che creava, come ‘i tortellini del poeta’, in salsa di prezzemolo tritato, aglio, olio e pecorino, e che venivano serviti in una trattoria ternana, o anche la scultura. Sì, si era cimentato anche in quest’arte». La presentazione delle due opere sarà affidata ai professori Fausto Dominici e Paolo Cicchini, con l’accompagnamento al pianoforte di Emanuele Stracchi.