Scienza e Chiesa a confronto a Terni su un tema che da secoli sconvolge questi due mondi, il 30 marzo nella sede del corso di laurea in Medicina dibattito sulla passione di Cristo, in particolar modo saranno affrontati gli aspetti clinici della morte.

La Sacra Sindone Saranno illustrate le principali risposte che la scienza e la ricerca storica hanno fornito sull’esistenza, la Passione e la morte di Cristo, oltre che sulla  sacra Sindone. L’evento, coordinato da padre Angelo Gatto, cappellano dell’ospedale Santa Maria di Terni, è promosso dal centro di formazione dell’azienda ospedaliera di Terni, in collaborazione con il Comune, la Diocesi di Terni Narni e Amelia e l’Ufficio nazionale per la pastorale della salute Cei. Sullo studio della sindone e della sua impronta interverrà il professor Bruno Barberis, docente di fisica matematica all’Università di Torino e presidente del comitato scientifico del Centro internazionale di Sindonologia, che fin dal 1975 si occupa della Sindone dal punto di vista della ricerca scientifica. Paolo Marianeschi, medico specialista in chirurgia toracica e vascolare e teologo,  parlerà della passione di Cristo secondo il punto di vista di un chirurgo, partendo da un’esposizione di fatti così come avviene  per qualsiasi caso clinico, approfondendo temi di anatomia, fisiologia e biologia. Don Carmine Arice, direttore dell’ufficio nazionale per la pastorale della salute Cei, affronterà invece il tema della malattia quale esperienza che ci proietta nel mistero della sofferenza di Dio.

La morte di Cristo per la Scienza Partendo quindi da un’analisi di tipo clinico e scientifico, «l’evento vuole proporre un cammino di crescita umana e spirituale partendo dall’uomo, – spiega padre Angelo – che si fa ricerca della presenza di Dio nella sua vita. Attraverso lo studio dei Vangeli e della Sindone, il lenzuolo funerario conservato nel Duomo di Torino, sul quale è visibile l’immagine di un uomo che porta segni dovuti a maltrattamenti e torture compatibili con quelli descritti nei Vangeli e in altri testi antichi, si dimostrerà con ragionevolezza che l’uomo della Sindone altro non può essere che Gesù di Nazaret e si presenteranno le dinamiche della sua morte in un’ipotesi di cartella clinica. I dati scientifici esaminati permetteranno al chirurgo di poter esprimere una valutazione clinica sulla passione e morte di Gesù”. Attraverso uno studio rigoroso poi si riscontrerà anche come alcuni aspetti non siano ancora spiegabili al giorno d’oggi, ad esempio, ma non solo, la formazione del telo della Sindone, il meccanismo fisico-chimico all’origine dell’impronta. Una consapevolezza che mette in evidenza l’eccezionalità e l’unicità del segno della Tela, aprendo gli orizzonti della mente per intravedere la divinità di Gesù.  Nella terza tappa del percorso si cercherà infine di rispondere alla domanda: ‘cosa dice all’uomo di oggi la Passione di Cristo?’ «Sicuramente Gesù nella Sua Divinità ha sofferto per noi e in tale sofferenza Lui si è identificato pienamente con il malato – continua il cappellano dell’ospedale -. Tutto questo è motivo di speranza per i malati e di responsabilità e di altissima dignità per tutti coloro che operano per dare sollievo nei luoghi, nelle case in cui è presente la sofferenza».

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4 replies on “Terni, la Passione di Cristo tra Scienza e Fede: aspetti clinici della morte”

    1. La probabilità che sia un manufatto medioevale è stato dimostrato proprio dal prof. Barberis è una su 200 Miliardi comunque il tema non era la Sindone ma gli Aspetti Clinici della Passione di Cristo di cui la Sindone come i Vangeli sono una fonte storica. Se interessa nel link http://www.claudiopace.it/aspetti-clinici-passione-cristo/ una sintesi e i primi video dell’evento che ho avuto l’onore e il piacere di moderare.

      1. Il Prof. Barberis non ha dimostrato niente, l’esame del C14 non lascia dubbi. Ma anche tutti gli studi indipendenti (ovvero non dei sindonologi, ovvero non di quelle persone il cui stipendio è dato dal fatto di doverne dimostrare l’autenticità) concordano. La sindone è una patacca medievale come tante. Si legga il numero di MicroMega indicato nel link sopra, magari le viene voglia di organizzare conferenze su temi “leggermente” più realistici.
        PS I vangeli, NON sono una fonte storica in quanto rimaneggiati e di parte, lo sanno tutti. Ad ogni modo, se li usa come fonte storica deve convenire o che la sindone è un falso o che gli evangelisti erano degli idioti.

  1. Caro AlexJC72… di Sindone Sei un grande ignorante in quanto L’abbondanza di carbonio 14 è dovuta agli incendi medioevali cui il telo sindonico fu sottoposto e che hanno alterato significativamente la quantità di carbonio nel telo e Inoltre l’immagine sindonica ha uno spessore di 7 millesimi di millimetro assolutamente irriproducibile con le tecniche medioevali ed è ancora oggi inspiegabile il modo in cui è stata impressa nel Lino…studia caro che ti fa bene…

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