La tavola restaurata ed in mostra a Terni

di M.T.

Seicento visitatori in appena dodici giorni. Tanti ne ha collezionati una preziosa tavola, opera del Maestro di Cesi e datata 1308, raffigurante una Madonna in trono col bambino, tra angeli e santi, restaurata da Cbc e da Roberto Saccuman ed esposta all’interno della mostra ‘Raccolta d’arte della Fondazione Cassa di Risparmio di Terni e Narni’ che ha finanziato il restauro.

La conferenza Il Mercoledì 23 gennaio, alle 17,00, a palazzo Montani Leoni, l’operazione di restauro che ha riportato l’opera all’originale splendore verrà illustrata nel corso di una conferenza alla quale interverrà – insieme al presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Terni e Narni, Mario Fornaci – il Soprintendente per i beni storici, artistici ed etnoantropologici dell’Umbria, Fabio De Chirico, sotto la cui alta sorveglianza è stato possibile realizzarla. L’opera, poi, resterà in mostra fino al 17 febbraio e sarà possibile ammirarla, ogni sabato e domenica, dalle 11 alle 13 e dalle 19 alle 19.

La tavola La Madonna in trono col bambino è il punto focale di una composizione articolata su due piani occupati ognuno da due gruppi di figure. Sul più alto, a sinistra, i santi Paolo, Giovanni Evangelista e Michele Arcangelo; a destra, Gabriele Arcangelo, Pietro, Giovanni Battista. In basso, a sinistra, Bartolomeo, Luca e Marco; a destra Andrea, Tommaso, e Matteo. Malgrado le sue dimensioni ridotte spicca, ai piedi della Vergine, la figura elegante e in atteggiamento di venerazione di una donna, la nobile committente, domina Elena che orgogliosamente, oltre alla sua figura, lascerà il nome nell’iscrizione che corre al di sotto della fastosa cornice con il Tetramorfo, angeli e santi e dove incavi di forma circolare fanno ipotizzare la presenza, in antico, di pietre, smalti o vetri colorati.

Tornerà a Cesi La preziosa tavola trecentesca, di proprietà dell’Arcidiocesi di Spoleto-Norcia, era custodita nella chiesa di Santa Maria Assunta di Cesi, dove tornerà al termine dell’esposizione. L’opera, trafugata nello scorso secolo, è stata fortunatamente recuperata nel 1965 e restituita alla cittadinanza cesana il 25 dicembre 1968.

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