di Francesca Mancosu
I celebri laboratori che hanno fatto i suoi 25 anni di storia sono ormai chiusi dallo scorso aprile , per mancanza di fondi, ma il Progetto Mandela è ancora vivo, e con tanta voglia di esserci ancora. Giovedì 30, al Typocinet, andrà infatti in scena una rassegna di corti teatrali curata dall’associazione, e fra due settimane aprirà i battenti la sua radio in podcast, ma dal Comune mancano notizie certe sul futuro.
Lo stallo Allo stato attuale, racconta Irene Loesch, cofondatrice del Mandela (insieme a Marcello Ricci e Tommaso Onofri) e regista dei suoi spettacoli, «non possiamo più fare i laboratori (di drammaturgia, recitazione, scenografia, comunicazione, musica, video, fotografia) destinati ai giovani dai 16 ai 30 anni, e tenuti da professionisti del settore, che hanno costituito l’ossatura del nostro lavoro». Ma il problema non è solo la mancanza di soldi, aggravatasi con la fine della convenzione con il Comune e la richiesta di affitto da parte della Provincia».
Manca una prospettiva «A latitare – continua– è soprattutto una prospettiva a lungo termine. La certezza che l’amministrazione comunale senta il Progetto come parte della storia cittadina, patrimonio di tutti. E come tale lo supporti, dandogli una sede, uno spazio, in cui poter allestire spettacoli – per autofinanziare le sue attività – e i laboratori, che devono continuare ad essere gratuiti». Ora come ora, il Progetto conserva le sue stanze al liceo Galilei – dietro pagamento di 1000 euro annui alla Provincia – e l’uso del teatrino interno all’istituto, ma senza la possibilità di organizzare spettacoli aperti al pubblico.
Patrimonio della città «Vorremmo mettere a disposizione della città le pubblicazioni e i materiali audiovisivi raccolti nei nostri 25 anni di attività, anche nell’ambito dell’esperienza del Centro per i diritti umani», prosegue Irene. Lo stesso Marcello Ricci, amatissimo professore di filosofia del liceo scientifico Galilei (ora in pensione) e fra i principali artefici del Progetti fin dal 1988, vorrebbe «donare i suoi libri, ma non sappiamo proprio dove metterli. L’auspicio è la creazione di una rete fra tutti gli operatori della città, che uniscano le forze. Speriamo che i candidati alla prossima amministrazione comunale, ai quali presto invieremo una lettera con le nostre richieste, ci ascoltino».
Radio Mandela Intanto, fra due settimane, l’associazione presenterà ufficialmente un nuovo progetto: una radio, ascoltabile sul sito del Progetto, nata grazie ai fondi europei ‘Gioventù in azione’, con tante trasmissioni in podcast. Ci saranno inchieste sull’ambiente, servizi sulla storia di Terni – con le registrazioni delle trasmissioni di Marcello Ricci sulla storica Radio Evelyn – sugli sport meno conosciuti e praticati, e i radiodrammi prodotti nel corso degli anni dai laboratori curati dall’associazione. «Il 21 giugno, in occasione della Festa della musica – continua ancora Irene – faremo un evento in diretta, coinvolgendo i musicisti della città».
Il Progetto Mandela In 25 anni, l’associazione Progetto Mandela ha realizzato 37 spettacoli teatrali, 5 radiodrammi, 330 trasmissioni radio, 21 trasmissioni televisive, 14 mostre, 29 conferenze, ricevendo il Premio Cultura della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Alle attività propriamente teatrali si affiancano quelle del Centro per i Diritti Umani, nato nel 1995 come centro di studio, di ricerca e di consulenza sui temi dei diritti umani.
