di Francesca Mancosu
«Non ce la facciamo più, e non vogliamo più farcela in una città che non ha un teatro abbastanza grande da permetterci di sovvenzionarci con gli incassi dei nostri spettacoli, uno spazio da metterci a disposizione gratis, nè voglia di difenderci». Si apre con queste parole ’25 in direzione ostinata e contraria’, spettacolo conclusivo – nel vero senso della parola – dei laboratori del Progetto Mandela, che è insieme una festa per i suoi 25 anni di storia e un addio al cuore della sua attività. Dalla prossima stagione, infatti, i laboratori teatrali che nel tempo hanno portato in scena oltre 3.000 ragazzi, sono destinati a chiudere per mancanza di fondi e spazi. Complici i tagli del Comune – che non ha rinnovato la convenzione con l’associazione – e il progressivo disinteresse di Provincia e Regione.
25 in direzione ostinata e contraria Porta il nome di un album di Fabrizio De Andrè lo spettacolo in programma il 29 e il 30 aprile al teatro Secci, a ripercorrere i 25 anni della attività teatrale del Progetto. In una scenografia pressoché spoglia, fra sedie capovolte, bauli e valige sparse, costumi di scena accatastati, scorrono alcune scene tratte dal ‘Candido’ di Voltaire, il primo ad essere rappresentato nel 1989; ‘Socrate l’anarchico’, ‘Hitler è buono e vuol bene all’Italia’, ‘150 anni de che’, e tanti altri spezzoni dei 37 spettacoli allestiti dal Progetto nel corso della sua attività, con la regia di Irene Loesch. In scena, insieme a una cinquantina di ragazzi delle scuole superiori di Terni, attori professionisti ed ex studenti, c’è anche Marcello Ricci, amatissimo professore di filosofia del liceo scientifico Galilei (ora in pensione) che lo ideò nel 1988. A indossare le vesti di un maestro ebreo portato via dai fascisti, di un lustrascarpe, di un frate e di un Tex Willer che ama ripetere «Mi emoziono sempre quando vedo i ragazzi che prendono in mano il loro destino».
«Non ci fermeremo qui» Nonostante i tagli, come conferma lo stesso Marcello Ricci, «l’associazione continuerà a lavorare, a portare avanti il Centro per i diritti umani, con un corso in 10 lezioni aperto a ragazzi del quinto anno delle superiori ma anche agli insegnanti; poi, se ci saranno ancora le condizioni, faremo uno spettacolo per la Giornata della Memoria, ma con i ragazzi che ci sono già. Invece non potremo più fare i laboratori (di drammaturgia, recitazione, scenografia, comunicazione, musica, video, fotografia) tenuti da professionisti del settore ed aperti da settembre a aprile, ai giovani dai 16 ai 30 anni. Ma ci stiamo rimboccando le maniche per trovare fondi europei e magari proseguire l’esperienza con altri professori, in altri istituti».
Il Progetto Mandela In 25 anni, l’associazione Progetto Mandela ha realizzato 37 spettacoli teatrali, 5 radiodrammi, 330 trasmissioni radio, 21 trasmissioni televisive, 14 mostre, 29 conferenze, ricevendo il Premio Cultura della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Alle attività propriamente teatrali si affiancano quelle del Centro per i Diritti Umani, nato nel 1995 come centro di studio, di ricerca e di consulenza sui temi dei diritti umani.
