Le artiste, Di Pietro e Camuffo (Arci)

di Noemi Matteucci

Se fare arte significa anche raccontare la realtà, l’immigrazione è una tematica che non può mancare. Sono quattro, Story Bell, Countless Methods, Day Off e The Gold Brick Road le opere-progetto che animeranno il 25 e 26 settembre il Terni Festival raccontando in modi diversi l’avventura dei flussi migratori.

Racconto dei flussi migratori A realizzare le diverse opere incluse nel progetto Our Streets Are Not Paved With Gold è stata la compagnia composta da Luisa Contessa, Fabritia D’Intino, Lucia Guarino e Marcella Valentina Mancini, con il supporto di Arci Terni all’interno dei progetti Sprar ed Emergenza Sbarchi. Lo scopo è stato quello di raccontare attraverso i luoghi di Città Giardino e sotto aspetti ‘inediti’ e sconosciuti a molti le effettive esperienze che i migranti vivono durante i periodi di spostamento verso altre realtà. Il nome del progetto è mutuato da un’espressione usata da esponenti dei governi britannico e francese che affermavano che, contrariamente a quanto pensano i migranti, le strade (dell’Europa) non sono ricoperte d’oro. 

Storie al citofono Del progetto fanno parte quattro diverse installazioni-performance. La prima è Story Bell, che si svolge giovedì 25 e venerdì 26 settembre a partire dalle 17 in via Pola e in cui il pubblico, suonando ai campanelli e ai citofoni di alcune case di Città Giardino, «ormai divenuta – come ha detto la direttrice artistica del Terni Festival, Linda Di Pietro – una microcittà che per un mese l’anno gravita attorno al Caos», potrà ascoltare storie di viaggi verso la ‘meta felice’, ripercorrendo anche e soprattutto per quelli via mare.

Fuga via terra Altra installazione è Countless Methods, attiva dalle 17 alle 20 fino a sabato 26 settembre, realizzata con una vecchia automobile e ispirata agli innumerevoli modi attraverso i quali i migranti messicani tentano di oltrepassare il confine per arrivare negli Stati Uniti. All’interno dell’automobile sono stati ricreati spazi fisici che il pubblico può sperimentare per capire come e dove i migranti si nascondono per sfuggire ai controlli della dogana e quanto sia difficile, anche fisicamente, affrontare una simile esperienza.

Imparare un mestiere Nella performance Day Off di giovedì 25 settembre si può invece capire la serie di difficoltà che i migranti si trovano davanti nel momento in cui devono cercare un nuovo lavoro: dal superamento della barriera della lingua e dei pregiudizi, fino alla ‘lotta quotidiana’ per tenersi stretto quel posto. Il pubblico può partecipare alla performance definendo un orario di lavoro che gli viene pagato con il prezzo del biglietto.

Strada d’oro The Gold Brick Road è progetto che chiude la serie concentrandosi su un doppio senso, quello, appunto, dei migranti, ma anche quella dei sogni e delle speranze che prende ispirazione dalla strada di mattoni d’oro della fiaba Il mago di Oz. Sabato 26, a partire dalle 17 in via Piave, gli artisti chiederanno ai bambini di ricostruire e percorrere simbolicamente una strada, resa dorata da tante coperte isotermiche, quelle che vengono messe addosso ai migranti nel momento della prima accoglienza. A seguire, alle ore 19, nel piazzale del Caos, performance della ReggaeRaggaRoots Band e dalle 22.30 la band romana Têtes de Bois chiuderà la serata esibendosi con rock, folk, jazz e poesia.

Arci: «Occasione per superare le barriere» Un momento di mescolanza culturale, un’occasione di crescita, la possibilità di fidarsi e affidarsi agli stranieri superando la paura che ferma l’integrazione: questo è il concetto che Francesco Camuffo, presidente di Arci Terni, ha associato alla collaborazione tra l’associazione e il Terni Festival. «Ai progetti hanno preso parte alcuni giovani che hanno vissuto molto di ciò che qui viene raccontato: tutto – ha detto Camuffo – diventa riflessione su lavoro, integrazione, umanità e identità che le artiste hanno scelto di proseguire ponendosi in relazione e in comunicazione con gli abitanti di un quartiere».

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