di Francesca Mancosu
L’evoluzionismo «non è una teoria completa e scientificamente provata», era solito affermare l’ormai ex papa Benedetto XVI°. Qualunque sia il nostro credo, però, dobbiamo tanto a Charles Darwin, naturalista inglese che per primo, a metà Ottocento, osò offrire una visione alternativa all’imperante creazionismo cattolico.
Il Darwin Day Talmente tanto da celebrarlo ogni anno, in concomitanza dell’anniversario della sua nascita (avvenuta il 12 febbraio del 1809), grazie al Darwin Day, un’iniziativa organizzata in varie città del mondo per diffondere i valori della scienza e della ragione. In un mese che, manco a farlo apposta, è colmo di ricorrenze laiche: dalla firma dei patti lateranensi (l’11) al rogo di Giordano Bruno (il 17). Se il primo Darwin Day nacque in Inghilterra subito dopo la sua morte, nel 1882, a Terni è ormai una consuetudine dal 2005, grazie all’associazione Civiltà Laica e alla collaborazione con l’Unione degli atei razionalisti italiani. Sabato 23, il giornalista scientifico Giangi Poli sarà protagonista, alle 16 all’auditorium di palazzo Primavera, per la presentazione del libro ‘Darwin e il baobab’, scritto dal geologo Guido Chiesura.
Darwin e il baobab Forse non tutti sanno che Darwin iniziò la sua carriera scientifica come geologo. Il libro di Chiesura, che raccoglie documenti gran parte inediti in italiano, si propone di far luce sulla formazione del luminare inglese, e sul periodo trascorso sull’isola di Santiago nell’arcipelago di Capo Verde, primo sbarco del suo viaggio con la nave Beagle. Tornato a Londra, Darwin divenne segretario della Geological Society e cominciò ad elaborare le nuove concezioni della natura che lo avrebbero condotto a ‘L’evoluzione della specie’.
Civiltà Laica Fra marzo e maggio, sarà in programma un ciclo di conferenze sul tema ‘appuntamento con la razionalità’, condotto ancora da Giangi Poli, che ha iniziato a collaborare in modo costante con l’associazione Civiltà Laica. Intanto, si annunciano buone nuove, pare, sul fronte dell’impegno per l’apertura di una sala del commiato dove poter celebrare i funerali laici dei ternani. La petizione popolare, lanciata a gennaio, ha già superato le 250 firme. A questo punto, si attendono le mosse dell’amministrazione comunale.
