La presentazione dell'Isuc

 di Francesca Mancosu

Trarre forza dalla propria memoria e dalle proprie tradizioni per tornare a guardare con fiducia al futuro. È questo il valore simbolico dell’apertura della nuova sede ternana dell’istituto per la storia dell’Umbria contemporanea, presentata mercoledì mattina a Palazzo Gazzoli.

L’eredità dell’Icsim «La nascita di un centro ternano dell’Isuc, attivo da 40 anni nel campo della divulgazione della storia regionale, è particolarmente importante per la città. Specie dopo la recente messa in liquidazione dell’istituto culturale per la storia d’impresa Momigliano», ha ricordato Mario Tosti, direttore dell’Isuc. La volontà, espressa anche da Eros Brega, presidente del consiglio regionale dell’Umbria, è quella di «non disperdere il patrimonio di iniziative condotte dall’Icsim per il recupero e la valorizzazione del patrimonio industriale di Terni. Anzi – ha precisato – si deve dare impulso a nuovi scenari e ad un centro di documentazione, un nuovo polo culturale da mettere a disposizione della città».

In vista dei 130 anni dell’acciaieria Outokumpu o Aperam permettendo, nel 2014 ricorrerà il 130° anniversario della fondazione della Acciai speciali Terni. In vista di questo importante traguardo, Renato Covino, ordinario di storia contemporanea all’università di Perugia e presidente nazionale dell’Aipai (associazione italiana per il patrimonio di archeologia industriale), ha sottolineato la duplice importanza dell’accorpamento fra i due istituti: «Da un lato l’attività dell’Isuc andrà ad estendersi anche sul territorio ternano, dall’altro lo stesso istituto raccoglie l’eredità dell’Icsim che aveva caratteristiche particolari. Dovremo ragionare su un istituto capace di suscitare riflessioni sulla memoria e la storia ma anche sulla possibilità di rilanciare la cultura industriale».

Sinergie contro la crisi Almeno per i primi tempi, la sede ternana dell’Isuc dovrà fare i conti con scarse risorse umane e affidarsi soprattutto a volontari e collaborazioni a tempo, come ricordato anche dal direttore dell’Isuc, Alberto Sorbini, «in quanto l’Istituto dipende dal consiglio regionale, che in questo momento non può fare assunzioni». Ma potrà contare sul supporto operativo delle istituzioni locali che, come assicurato dall’assessore provinciale alla cultura Stefania Cherubini, «lavoreranno fianco a fianco per fare sistema, trovare nuovi modi per ‘fare cultura’ e favorire sinergie fra enti, associazioni e quanti vogliono impegnarsi per conservare e promuovere il patrimonio della regione e della collettività, nell’interesse di tutti».