di Francesca Mancosu
«No, non interpreto, non ‘faccio’ Pier Paolo Pasolini. Ho scelto di raccontare il suo pensiero civile e politico, la sua visione, e la sua morte, che sono indissolubilmente legate». A parlare è Fabrizio Gifuni, ideatore e unico interprete dello spettacolo ‘Na specie de cadavere lunghissimo’, in scena il 31 gennaio e il 1° febbraio al teatro Secci.
Gadda e Pasolini «L’idea di questa piéce – continua Gifuni – nasce alla fine degli anni Novanta, come parte di un progetto più ampio chiamato ‘Gadda e Pasolini: antibiografia di una nazione’, scritto con il desiderio di ricostruire una sorta di mappa dell’Italia che è stata, quella fra la prima guerra mondiale e il fascismo, con Gadda, e quella degli anni ’50 e ’60, con Pasolini. Per ricordarci cosa eravamo, cosa siamo diventati e cosa siamo sempre stati. Un percorso condiviso fin dall’inizio con il regista Giuseppe Bertolucci (scomparso nel 2012; ndr) che ha portato alla prima messa in scena del 2004».
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Pubblico in scena Diviso in due parti, lo spettacolo sarà l’occasione per riascoltare dalla viva voce delll’attore romano alcuni brani tratti da ‘Scritti corsari’, ‘Lettere luterane’ e dell’intervista che Pasolini rese al giornalista Furio Colombo poche ore prima di essere ucciso, la notte del 2 novembre 1975, al lido di Ostia, in cui lo scrittore fa costante riferimento all’ipotesi della sua morte. «Nella seconda parte, interpreterò gli endecasillabi del poemetto ‘Il Pecora’, del poeta milanese Giorgio Somalvico, in cui Pietro Pastosi (traslitterazione di Pino Pelosi) ripercorre le ultime ore prima dell’assassino del poeta». Gifuni, però, ci tiene a sottolineare che il suo non sarà un monologo da ‘teatro di narrazione’.«È una forma drammaturgica che mi convince poco. Per me, il teatro è un rito, in cui sono protagonisti il corpo dell’attore e quelli del pubblico, che sarà in parte con me sul palco, come parte in causa dello spettacolo».
Fabrizio Gifuni Fra i protagonisti de Il capitale umano di Paolo Virzi, nelle sale in queste settimane, Gifuni si è diplomato all’Accademia nazionale d’arte drammatica ‘Silvio D’Amico’ e ha debuttato in teatro nel 1993, nell’Elettradi Euripide per la regia di Massimo Castri, che lo dirigerà ancora nella ‘Trilogia della villeggiatura’ di Goldoni. Ideatore e interprete degli spettacoli ‘Na specie de cadavere lunghissimo’ (premio Hystrio 2004) e ‘L’ingegner Gadda va alla guerra o della tragica istoria di Amleto Pirobutirro (che gli vale due premi Ubu nel 2010), entrambi per la regia di Giuseppe Bertolucci. Al cinema è fra gli interpreti di ‘Così ridevano’, di Gianni Amelio (Leone d’oro al Festival di Venezia 1998), ‘Il partigiano Johnny’ di Guido Chiesa, ‘La meglio gioventù'(premiato al Festival di Cannes), e ‘Romanzo di una strage’, di Marco Tullio Giordana. In tv è stato Alcide De Gasperi, PaoloVI e Franco Basaglia.
