di Francesca Mancosu
Com’è la vita di chi esce dal coma? A rispondere a questa insolita domanda prova lo spettacolo ‘Pinocchio’, un progetto di Babilonia Teatri e Gli amici di Luca, in scena al teatro Secci mercoledì 22 gennaio, nell’ambito della stagione di prosa.
Il coma raccontato da chi l’ha vissuto A raccontare i segni, le debolezze, la forza, le durezze di chi è ‘sopravvissuto e rinato’, sarà un gruppo di ragazzi che l’esperienza del coma l’hanno vissuta davvero, e che hanno scelto il teatro come mezzo per auto-rappresentarsi. «La società ci ha respinti, accantonati, isolati – spiegano – e fare teatro è l’unica possibilità per tornare a metterci un piede dentro. Il teatro ci permette di tornare a realizzarci, ad affermarci, a riconoscerci. Ci permette di gridare il nostro malessere, di rivendicare il nostro ruolo, di esprimere la nostra umanità. Un teatro necessario, dove ad essere determinanti non sono la perizia e la tecnica ma la verità di corpi e vite che parlano da soli. È questo il paese dei balocchi?».
Pinocchio simbolo dell’umanità Sullo sfondo, ci sono ‘Le avventure di Pinocchio’ di Carlo Collodi, con il burattino che si trasforma in ciuchino e quindi in bambino: Pinocchio alla fine della prima parte del libro cade anche lui in uno strano stato di coma, tra il grillo parlante, rappresentato dalla voce fuori campo, il paese dei balocchi e Lucignolo. Per Gli amici di Luca, Pinocchio diventa così l’emblema dell’umanità intera, «l’eterno contrasto tra innocenza e consapevolezza: assunzione o fuga dalle responsabilità. Ascoltare il grillo parlante o il gatto e la volpe, andare a scuola o entrare nel teatro di mangiafuoco, seguire lucignolo o chiedere consiglio alla fata, ubbidire al padre o fare di testa propria. Pinocchio è le nostre tentazioni. Le nostre contraddizioni. Le nostre bugie».
Gli amici di Luca L’associazione si è costituita nel 1997 per provvedere, attraverso un appello alla solidarietà, alle cure necessarie per risvegliare Luca, ragazzo bolognese di 15 anni in coma per 240 giorni e scomparso nel 1998. Dalla vicenda di Luca è germogliata una promessa: la nascita della Casa dei risvegli a lui dedicata, un centro innovativo di riabilitazione e di ricerca inaugurato il 7 ottobre 2004 a Bologna. L’associazione svolge inoltre attività di informazione e sensibilizzazione sul tema, di formazione di volontari qualificati per aiutare chi si trova in condizioni di estrema difficoltà, per sorreggere le famiglie e lavorare insieme ad esse, per contrapporre una cultura della cura a una prassi dell’abbandono. Nel 2003 ha dato vita ad una compagnia teatrale composta da ragazzi che hanno vissuto l’esperienza del coma, attori, volontari e operatori della Casa dei risvegli e ha come finalità l’integrazione sociale, la riabilitazione delle persone con esiti di coma e la sensibilizzazione della società al problema.
Babilonia teatri È diretta da Enrico Castellani e Valeria Raimondi. Fra i suoi spettacoli si annoverano ‘Panopticon Frankenstein’ (finalista al Premio Scenario Infanzia 2006), ‘Made in italy’ (Premio Scenario 2007, Premio Vertigine 2010), ‘Pop star’, ‘Pornobboy’. Nel 2009, si è aggiudicato il Premio speciale Ubu «per la capacità di rinnovare la scena, mettendo alla prova la tenuta del linguaggio e facendo emergere gli aspetti più inquieti e imbarazzati del nostro stare nel mondo attraverso l’uso intelligente di nuovi codici visuali e linguistici», mentre nel 2012 ha vinto il Premio Hystrio alla Drammaturgia. Attualmente, la compagnia è al lavoro sulla nuova produzione 2013-2014: ‘Jesus’.
