di Mar. Ros.
Spontaneo, divertente e rock nonostante abbia superato gli 80 anni, Francesco Valli compare di Renato Brogelli sulla via del Teatro dialettale ternano, domenica ha dato l’addio a palcoscenico e sipario recitando per la millesima volta ‘Lu paciarellu de Boccaporcu’ e non senza lasciare un segno forte: la sua battuta in chiusura di spettacolo punge quanto basta. Incalzato dal regista, nonché presidente della ‘Nuova compagnia teatro città di Terni’ Silvano Locci, l’attore ha detto: «Potrei anche tornare ma che sia al Verdi».
‘Lu paciarellu de Boccaporcu’ La commedia di Brogelli, domenica alla replica numero mille della storia, ha divertito il pubblico per la straordinaria bravura degli attori, insieme a Valli c’era un altro veterano Fosco Marcucci, ma anche per la semplicità della trama e l’attualità del copione che dovrebbe risalire agli anni ’70. Attempati anche gli interpreti dei giovani, sul palco del Secci ci sono gli attori delle vecchie ‘Brigata del teatro sperimentale’ e ‘Piccolo teatro città di Terni’, fuse nella nuova compagnia dal 2002.
L’addio di Francesco Valli al Teatro Proprio con uno spettacolo alla memoria di Renato Brogelli, maestro del teatro dialettale d’autore, scomparso il 30 ottobre 2007, Valli dà l’addio alla sua grande passione. Brogelli, nato a Piombino nel 1915, a quattro anni si trasferì a Terni. Convinto assertore dell’importanza e della forza espressiva del dialetto, nel 1968 diventa l’anima e la guida del Piccolo Teatro Città di Terni, compagine storica della realtà teatrale ternana, per la quale scrive numerose commedie, che, tradotte ed interpretate in altri dialetti, costituiscono una delle massime espressioni del teatro vernacolare italiano.
Renato Brogelli Nel 2007, in un’intervista di Arnaldo Casali per ‘Il Giornale dell’Umbria’, Valli ricordando il suo amico: «Abbiamo girato tutta Italia, da Trapani a Pordenone fino al Parioli di Roma, ma siamo stati anche in Francia, dove abbiamo partecipato a un seminario sui dialetti all’Università di Nantes. E poi le commedie di Renato sono state tradotte in siciliano e in molti altri dialetti. Nel 1957 io ero un ragazzetto e lavoravo in un negozio di alimentari, lui era dipendente della Bosco, e una volta mi chiese se volevo provare a recitare. Lo spettacolo si chiamava ‘La pensione della sora Camilla’ e io avevo una sola battuta, che ancora ricordo: ‘Ma lo sai che si’ un bello garofalo?’. La gente rise tanto, e da allora cominciò l’avventura».
Comune di Terni «Mi sembra doveroso – dichiara il sindaco di Terni Leopoldo Di Girolamo – far sentire la vicinanza del Comune di Terni all’appuntamento dedicato al teatro dialettale d’autore, un incontro per salutare Francesco Valli e Fosco Marcucci, gli storici attori-mattatori della Nuova compagnia teatro città di Terni, che hanno dedicato la propria vita a questa arte e rappresentano due grandi protagonisti del teatro dialettale di Renato Brogelli, un grande autore, un grande maestro del palcoscenico. Nell’epoca della globalizzazione, esprimersi in dialetto può sembrare anacronistico – aggiunge il primo cittadino – ma il vernacolo fa parte del bagaglio culturale di Terni e rappresenta l’impronta che ci fa dire di appartenere a una comunità e ci identifica e ci colloca nel posto preciso della nostra storia personale. Il dialetto rappresenta le radici per molti ternani. Mi auguro di tutto cuore che questa tradizione venga portata avanti da altri autori, da altri attori. Terni ha bisogno anche di questo».
