Vanni Scheiwiller

Il romanzo d’esordio di uno scrittore perugino, la bella avventura editoriale di Giovanni e Vanni Scheiwiller e quella artistica di Leonardo Scaglia. Sono tre nei prossimi due giorni le presentazioni di altrettanti libri: due a Perugia e una a Foligno. Giovedì alle 16 la Fondazione Orintia Carletti Bonucci e l’Università degli Studi di Perugia organizzano, nell’aula 2 di palazzo Manzoni, in piazza Morlacchi a Perugia, la presentazione del volume «Giovanni e Vanni Scheiwiller editori. Catalogo storico 1925-1999», di Laura Novati (Unicopli 2013). Una storia editoriale iniziata quasi in sordina da Giovanni Scheiwiller, direttore della Libreria Hoepli di Milano, con i volumetti dell’Arte moderna italiana nel 1925. Nel 1936 quelle edizioni diventano ufficialmente All’Insegna del Pesce d’Oro; dal dopoguerra con questo marchio Giovanni comincia a proporre poesia (le 18 poesie di Sinisgalli), fino alla storica antologia Poetesse del Novecento del 1951.

Un’avventura editoriale In questi anni il figlio Vanni, quasi ancora ragazzo (era nato nel 1934), prende il posto del padre, cominciando ad alternare per quasi mezzo secolo arte e letteratura, saggistica e poesia. Se Ungaretti, Quasimodo, Gatto, Sinisgalli erano stati gli amici poeti del padre, Sereni, Pasolini, Giudici, Erba, Raboni, la Merini e poi i poeti del Gruppo 63, per citarne solo alcuni, saranno quelli del figlio. Poi c’è il rapporto con Ezra Pound, con Jorge Guillén, con Eugenio Montale, sempre con una visione della cultura in cui i diversi linguaggi devono confluire e interagire, costruendo un catalogo (con la nascita della Libri Scheiwiller nel 1977) che arriva a comprendere più di 3000 volumi. Non poco per un “piccolo editore” ma grande intellettuale. Oltre all’autrice all’incontro, moderato da Daniele Lupattelli, parteciperanno anche Alessandro Fo e Alessandro Campi ed è prevista la presenza di Alina Kalczynska Scheiwiller.

I giorni della nepente Sempre giovedì a Perugia, ma stavolta al T-Trane Record di Borgo XX Giugno alle 19.30, lo scrittore perugino Matteo Pascoletti presenterà il suo primo romanzo «I giorni della nepente – Una storia tossica» (Effequ, 201 pagine, 13 euro). Insieme a Pascoletti ci sarà la giornalista Floriana Lenti. L’autore, finalista al Premio Augusta per scrittori esordienti, è nato nel 1978 a Perugia; dottore in Italianistica, lavora nella comunicazione online e collabora al Festival Internazionale del Giornalismo. Scrive sul blog collettivo Valigia Blu. Ha pubblicato il racconto «Dizionario_del_diavolo_net» nell’antologia «Rien ne va plus» (Las Vegas Edizioni). Suoi racconti sono apparsi su Nazione Indiana, Scrittori Precari, A Few Words, RiotVan e UmbriaNoise.

Una storia tossica «In una maledetta domenica di settembre – questa la storia raccontata da Pascoletti – un tossicodipendente uccide una pensionata nel tentativo di scipparla; il figlio della donna insegue e massacra a sua volta lo scippatore. Da quel momento tutto precipita. In mezzo al coro delle voci che si leva in rete, sui giornali e in tivù, per capire cos’è successo davvero occorre mettere insieme i percorsi di tutti gli attori della storia: il Profeta, il tossico, il giornalista, il professore precario, la ragazza incinta che cerca redenzione. Nella città subito ribattezzata dai media “capitale della violenza”, in mezzo a una carambola di corpi in traiettoria casuale che si scontrano solo per ferirsi, si andrà presto a scoprire che le passioni con cui l’uomo si acceca per sfuggire all’angoscia non sono poi così diverse dai succhi profumati con cui la nepente, pianta carnivora, attira gli insetti per poi consumarli, nutrendosi di loro».

Leonardo Scaglia L’ultimo appuntamento è fissato per venerdì alle 17 alla Fondazione Cassa di risparmio di Foligno, in corso Cavour 36, dove sarà presentato «Leonardo Scaglia. Sculptor Gallicus tra Umbria e Marche intorno alla metà del Seicento» del professor Francesco Federico Mancini, docente di Storia dell’arte moderna all’Università di Perugia. Insieme a lui la professoressa Raffaella Morselli e don Ugo Paoli, oltre al presidente della Fondazione Gaudenzio Bartolini. L’incontro è incentrato sulla figura di Leonardo Scaglia, sculptor gallicus, autore di numerose imprese scultoree e decorative e attivo fra Umbria e Marche nella metà del XVII secolo. Leonard Chailleau, conosciuto in Italia come Leonardo Scaglia, fu artista poliedrico ed eccentrico – scultore, decoratore, stuccatore, disegnatore, progettista. La monografia di Mancini restituisce alla storia del Barocco italiano la vicenda, fino a oggi quasi del tutto inedita, di monsù Leonardo, pubblicandone per la prima volta il catalogo e ricostruendo, anche sulla scorta di una cospicua indagine archivistica, le tappe del suo impegno artistico: la pregevole decorazione degli altari di San Fortunato in Perugia, l’oratorio di San Benedetto a Fabriano, gli altari di San Medardo ad Arcevia, la stupefacente impresa decorativa della chiesa di Santa Lucia a Serra San Quirico, il rientro in Umbria, nella città di Foligno, dove il figlio Giuseppe prosegue l’attività di intagliatore, fino a essere ascritto tra i maggiorenti della città.

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