Palazzo Collicola

Nuova mostre a palazzo Collicola, sabato doppio opening. Aprirà le porte a partire dalle 15 del pomeriggio il direttore della galleria civica d’arte moderna Gianluca Marziani che per la stagione invernale ha assicurato alla città del Festival «Golgota», progetto del tedesco Thomas Lange realizzato in collaborazione col Museum am Dom di Würzburg e curato dallo stesso Marziani e di Davide Sarchioni.

«Golgota» di Thomas Lange L’artista di Berlino classe ’57 appartiene alla generazione dei «Giovani selvaggi», corrente emersa tra la fine degli anni Settanta e Ottanta nella scena underground di Berlino Ovest con una pittura fatta di esasperazioni gestuali e immediatezza cromatica. Il progetto «Golgota» è ispirato alle narrazioni dei Vangeli e all’iconografia della crocifissione di Gesù sul monte omonimo, un tema, quello della croce, stato affrontato attraverso quadri, sculture e oggetti, come emblema della sofferenza umana, della tortura, del martirio, ma anche della speranza per una vittoria della vita sulla morte, che allude alla salvezza e redenzione.

«Atollo», sette artisti italiani Contestualmente debutterà anche «Atollo» un viaggio espositivo con sette artisti italiani delle ultime generazioni come Stefano Abbiati che a Spoleto porta «Condominio» opere come finestre 20×20, quadri che rappresentano aperture seriali su un ideale condominio da cui si lasciano scoprire la vita dei suoi abitanti speciali. Le immagini, tutte legate al divertimento, sono state raccolte dall’autore tra concorsi di bellezza, realtà cosplayer e party in piscina. Tra i sette italiani in mostra anche Nicola Pucci con «Full Circle» che a
palazzo Collicola espone immagini di riferimento, perlopiù disegni dell’artista o fotografie di doppia provenienza, alcune prelevate dal web, altre realizzate direttamente da Pucci, che appaiono come appunti impulsivi o come associazioni di foto prevedono un approccio più lento e razionale. Il risultato parla di verosimiglianza ma non di semplice realismo, è come se l’artista avesse inventato una propria lente Zeiss e un proprio codice luministico, un’atmosfera che amalgama i corpi pittorici, le loro contorsioni plastiche, gli scatti sinuosi, le posture anomale. Teresa Emanuele con «Variazioni», Mauro Maugliani con «Ego Te Absolo», Silvia Morani «Paradise Lost», Francesco Paretti con «Artesign» e Nicola Pucci con «Full Circle». Le esposizioni proseguiranno fino al 16 maggio.

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