di Dan. Bo.
Un nuovo tassello nel mosaico della storia della Seconda guerra mondiale ci è oggi offerto dallo storico umbro Stefano Fabei, autore di «Tagliamento, la legione delle Camicie nere in Russia (1941-1943)», editrice in Edibus, 2014, euro 20. Il libro, dotato della presentazione di uno dei massimi storici italiani, Franco Cardini, riguarda le vicende che sul fronte sovietico videro protagonista una legione, poi diventata gruppo legioni, della milizia fascista che, «mandata su quel teatro operativo come rappresentanza politica – spiega Fabei -, combatté in modo esemplare, suscitando l’ammirazione sia dei tedeschi sia dei russi, tanto che nel 1961, intervistato da Codacci Pisanelli per la rivista andreottiana Concretezza, Nikita Sergeevič Chruščëv affermò testualmente: “Tra i soldati italiani contro i quali ho combattuto ammiro soprattutto le Camicie Nere; esse si sono battute eroicamente e mi sono potuto accertare attraverso gli interrogatori che non avevano odio contro il nostro popolo”».
Approccio nuovo Il futuro statista sovietico, negli anni Quaranta capo del Pcus in Ucraina, si trovò a fronteggiare proprio le camicie nere della 63esima legione «Tagliamento» ed ebbe modo di constatare la correttezza di questi uomini, quasi tutti volontari tra i 30 e 40 anni, nei confronti della popolazione civile. Testimonianza importante quella di Chruščëv, certamente non accusabile di revisionismo o filofascismo. Il ruolo svolto dalla milizia durante la Seconda guerra mondiale è stato fino a oggi minimizzato o di proposito ignorato, dalla saggistica storico-militare e da quella che ha studiato il fascismo sotto l’aspetto politico. «Nel libro – continua Fabei – l’argomento viene affrontato con un approccio nuovo e scrupoloso, mirante a comprendere le ragioni, ideali o di altra natura, per cui combatterono i militi in camicia nera, i quali furono nella maggior parte dei casi superiori per coraggio e motivazione politica ai fanti, ai bersaglieri e agli alpini, come testimoniano l’elevato tributo di sangue versato e le molte medaglie al valore e decorazioni».
Il saggio Il saggio, arricchito da numerose fotografie, illustra bene il contesto storico-politico dell’attacco dell’Asse all’Unione sovietica, i rapporti esistenti all’interno delle varie componenti il Corpo di spedizione italiano in Russia e poi l’Armata italiana in Russia, la diffidenza e la gelosia con cui le altre forze del Regio esercito guardarono ai volontari in camicia nera, che i tedeschi volevano sempre al loro fianco. «Conoscere tali fatti, spiegarli, indagare le tensioni ideali che ispirarono quei combattenti – aggiunge lo storico umbro -, non significa fare l’apologia di un regime finito nel 1943, ma comprendere una fase della nostra storia nazionale. Per quanto ci sia stata la volontà di rimuoverlo o dimenticarlo, si tratta di un capitolo che è e rimane, comunque, una parte di quest’ultima e in quanto tale costituisce motivo e strumento di riflessione».
Accurata indagine Per scrivere questo saggio, completato dall’elenco dei caduti e dispersi della legione, l’autore si è avvalso di una vasta documentazione finora inedita e soprattutto del diario storico della «Tagliamento» conservato presso l’archivio del generale Niccolo Nicchiarelli, originario di Castiglione del Lago, che della legione fu il primo comandante. Di lui Fabei ha pubblicato lo scorso anno la biografia (Il generale delle Camicie nere, Macchione Editore, Varese, 2013, euro 25). Il libro – che costituisce il risultato di un’accurata indagine, condotta anche presso l’Archivio centrale dello Stato e quelli dell’Ufficio storico dello Stato maggiore dell’esercito e dell’Associazione reduci della legione – è rivolto agli specialisti e a chiunque è interessato alla storia del fascismo e della Seconda guerra mondiale. «Un libro di facile lettura – conclude Fabei – in cui cerco di rispondere sempre alle varie domande che possono emergere spontaneamente nella mente del lettore».
Twitter @DanieleBovi
