di Barbara Maccari

Un libro «Il santuario di Maria Santissima Assunta in Rasina»  che rappresenta un’opera importante che mette in luce un patrimonio del territorio di Umbertide abbandonato da moltissimi anni, il santuario di Rasina, situato su una collina della valle del Niccone, zona di grande interesse ambientale e paesaggistico. «L’amministrazione comunale di Umbertide – sottolinea il sindaco Giulietti – ha sempre cercato, in varie forme, di valorizzare le sue bellezze architettoniche e monumentali, dando sostegno a tutte le pubblicazioni che hanno affrontato questi argomenti. Il libro riporta alla luce una bellissima e antica chiesa del nostro territorio, abbandonata da moltissimi anni. Si tratta di un testo di grande valore documentale e scientifico, con cui l’autore propone l’attribuzione del progetto dell’opera a Francesco di Giorgio Martini, famoso architetto della metà del ‘400, autore fra l’altro del Palazzo Ducale di Urbino, attribuzione che, se confermata, darebbe ulteriore lustro alla chiesa e al territorio che la ospita. L’auspicio è che questo lavoro, portando all’attenzione di tutti il Santuario di Rasina, possa contribuire, se non alla sua completa ricostruzione, almeno ad impedire la sua definitiva scomparsa».

L’autore Lo stupore e la gioia nelle parole dell’autore del libro, l’architetto Luca Sportellini, che si è innamorato a prima vista della chiesa: «L’emozione evocata dalla particolare bellezza della chiesa e dallo stato di duro abbandono in cui si trovava e ancora si trova, mi hanno spinto a dare voce al desiderio che questa fosse in qualche modo rivalutata, o forse dovrei dire valutata, poiché di essa non vi è alcuna traccia in pubblicazioni o studi di settore, né si ha conoscenza di forme di tutela poste in essere da parte di enti pubblici. Nella convinzione di essere di fronte non ad una semplice chiesa di campagna come tante altre, ma ad un’opera di significativo valore architettonico, rappresentativa di quell’eccezionale periodo storico e artistico che fu il Rinascimento, ho trovato una ulteriore importante motivazione che ha dato origine al presente lavoro».

La ricerca La mancanza di documentazione grafica di qualsiasi tipo ha indotto a realizzare subito un rilievo architettonico a partire dal quale si è costruita poi tutta l’analisi del Santuario. Durante l’iter di indagine conoscitiva è apparso plausibile un collegamento con l’opera di Francesco di Giorgio Martini, basato inizialmente su di una suggestione e avvalorato, in seguito, da diverse consonanze. Perciò lo studio ha preso gradualmente la forma di una proposta di attribuzione attraverso la notazione di similitudini, differenziazioni e collegamenti plausibili con l’opera dell’architetto senese. «Certamente questa ipotesi si ritiene ancora una questione aperta – sottolinea Sportellini – che dovrà essere accuratamente valutata da competenze specifiche prima di poter stabilire, in via definitiva, se veramente ci fu un coinvolgimento del grande architetto e in caso affermativo, in che misura si debba riconoscerne un debito alla sua opera. Il lavoro raccolto in questo volume si compone quindi, essenzialmente, di una analisi architettonica e storica della chiesa e della proposta di attribuzione a Francesco di Giorgio Martini». A supporto della parte testuale è il ricco apparato grafico e fotografico di rilievi e immagini.

Giornalista dal duemila, ha lavorato per il Messaggero e Reuters. Ha fondato e diretto la rivista Artico, i quotidiani giornale del Cilento e Umbria24. Ha svolto a lungo attività di freelance anche come videoreporter. Ha svolto e svolge attività di formazione sul giornalismo digitale e multimediale.