di Giorgia Olivieri

Cura, centro umbro di residenze artistiche, e Home, residenza di danza per artisti nei territori, hanno presentato il resoconto dell’ultimo triennio di collaborazione. I due progetti hanno ospitato più di 700 artisti e di 200 compagnie nazionali e internazionali dal 2018 al 2021. La Regione Umbria renderà pubblico il bando per il prossimo triennio entro fine aprile e stanzierà per il progetto 278.500 euro.

La nascita Le residenze artistiche sono luoghi di creazione, che consentono, grazie a spazi attrezzati, ad artisti singoli o compagnie, di crescere nel loro percorso. A partire dal 2018, l’Umbria ha visto nascere Cura, una residenza che è composta da Indisciplinarte di Terni, Gestioni cinematografiche e teatrali/Zut! di Foligno, La mama Umbria e International di Spoleto, Centro teatrale umbro di Gubbio e Micro teatro terra marique di Perugia. Insieme a Home, costituiscono i due progetti di residenza artistica del territorio regionale riconosciuti dal ministero della Cultura nell’ambito del progetto di residenze per lo spettacolo dal vivo. Come ha raccontato nel corso della conferenza stampa di chiusura del triennio, tenutasi giovedì 21 aprile a Palazzo Donini a Perugia, Adriana Garbagnati, direttrice artistica di La mama Umbria, le cinque realtà che ora costituiscono Cura avevano già preso parte singolarmente al bando del triennio 2015-2017, dopo la prima esperienza di collaborazione, hanno maturato la volontà di dar vita al progetto comune». Rita Passerini, responsabile interventi per la promozione e lo sviluppo dello spettacolo e delle imprese culturali e creative, «oggi le residenze artistiche rappresentano un segmento molto attivo e propositivo che caratterizza l’innovazione e la qualità dei progetti artistici e organizzativi, quello che si è realizzato è un bell’esempio virtuoso di collaborazione tra istituzioni pubbliche, per la verità non molto usuale».

Il triennio Dal 2018 al 2021, anno «di scivolo» su cui si è allungato il triennio di riferimento del bando, Cura ha ospitato, per la precisione, 176 compagnie per un totale di 703 artisti, mentre Home 100 tra artisti e compagnie, nazionali e internazionali. Le due residenze nella loro collaborazione hanno promosso percorsi di incubazione e di accompagnamento drammaturgico e coreografico di nuove idee e creazioni, con particolare interesse per progetti che promuovono una ibridazione dei linguaggi e intersezioni con le nuove tecnologie. Proprio a partire da marzo 2020, con l’esperienza del primo lockdown nazionale, Home, attraverso l’utilizzo di Zoom, ha reinventato lo spazio abitativo come spazio scenico possibile, sperimentando un percorso del tutto nuovo. Da questa esperienza è dato Liminale, curato e diretto da Alice Gosti, uno dei primi progetti di residenza digitale in Italia, Inghilterra, Stati Uniti, Olanda e Patagonia. Le due realtà hanno organizzato workshop intensivi per professionisti del teatro, della danza e delle arti performative. Hanno inoltre promosso lo sviluppo di azioni di scouting, dedicate ad artisti giovani e progetti emergenti, accompagnati da pratiche di mediazione con il pubblico grazie alla creazione di spazi di incontro e approfondimento legati ai linguaggi contemporanei delle arti performative. Sono stati organizzati diciannove spettacoli e performances, ventuno incontri e talk, sei rassegne e festival e molto altro ancora. Cura, inoltre, ha in programma una pubblicazione, che uscirà a breve, in cui saranno evidenziati tutti i 176 progetti e gli artisti che vi hanno preso parte, svolti nell’ultimo triennio.

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