La chiesa di Santo Stefano, monumento risalente al 1089 conservato all’interno del cimitero di Collescipoli, versa in uno stato di completo abbandono, cui si sommano gli atti vandalici dovuti al mancato rinnovo, da parte del Comune di Terni, della convenzione con l’istituto di vigilanza che garantiva i controlli delle aperture.

Campanile di Santo Stefano
Foto de L’Astrolabio

La segnalazione Il presidente dell’associazione culturale ‘L’Astrolabio’ di Collescipoli, ha scritto a Umbria24 per segnalare lo stato di abbandono della chiesa: «Dopo il recupero completato dalla giunta Ciaurro e dalla Fondazione Carit ci si aspettava che, con l’ampliamento del cimitero, fosse rispettato il progetto che prevedeva la creazione di una piazza (eliminando delle tombe a ridosso del muro di cinta), di un’adeguata illuminazione e di un sistema di allarme o di videosorveglianza. Per risparmiare, questa parte del progetto è stata eliminata. Il cimitero e l’edificio restano aperti giorno e notte alla mercé di qualsiasi malintenzionato che voglia derubare o arrecare danni a questo monumento e alle sepolture. Abbiamo avuto notizia che, di notte, alcune persone sono state viste aggirarsi nel cimitero ed entrare nella chiesa senza alcun controllo. L’abbandono totale denota la mancata conoscenza del valore dei propri monumenti da parte del Comune di Terni».

La storia della chiesa L’edificio è unico nel suo genere in quanto è l’unico che riporta una lapide sulla facciata, datata 1089, e un rogito notarile che ne testimonia la donazione. Al suo interno sono contenuti anche alcuni importanti lavori del maestro di Narni del 1409.

Foto de L’Astrolabio

Gli atti vandalici non sono una novità: negli anni Settanta, infatti, venne rubata la campana di origine medievale. Nel decennio successivo i collescipolani, che ancora oggi si occupano della cura del cimitero ottocentesco e della chiesa come volontari, hanno combattuto numerose battaglie per il recupero del monumento. Una lotta che venne raccolta dalla giunta Ciaurro e dalla Fondazione Carit, le quali, insieme, completarono il recupero della chiesa.