Palazzo Collicola (foto Fabrizi)

di Chiara Fabrizi

«Un viaggio con tre personalità artisticamente molto differenti, ma unite da un’unica idea della vita come bagaglio di esperienze e di valori da condividere e filtrare dentro le opere». Così il direttore di Palazzo Collicola, Gianluca Marziani, sabato mattina ha presentato il ciclo primaverile delle tre personali di Natino Chirico, Sergio Russo e Mauro Iori allestite al secondo piano.

Le mostre: fotogallery
Marziani racconta la primavera di Palazzo Collicola: video

Il percorso di Chirico Al suo fianco l’assessore alla cultura Gianni Quaranta e oltre un centinaio di persone a cui Marziani ha illustrato le nuove mostre che resteranno fruibili fino al 22 maggio: «Chirico è inserito nel progetto ‘Territorio. Storie di artisti umbri. Storie di artisti in Umbria’ perché lavora in questa regione da più di 20 anni. Qui presentiamo – ha spiegato – una retrospettiva con 72 opere che sintetizzano il suo viaggio artistico, dall’esordio di fine anni Settanta caratterizzato da figurazioni fredde fino ai suoi lavori più noti di iconografia popolare».

Il debutto di Russo Prima esposizione per Sergio Russo, quasi settantenne, tra più grandi parrucchieri del dopoguerra che da 15 anni ha avviato un percorso artistico parallelo nella propria casa immersa nelle colline dell’Alto Lazio, quindi un lavoro maturato in una dimensione particolarmente intima. Opere realizzate in studio e lì sempre rimaste fino a quando Marziani le ha fatte sbarcare a Spoleto: «Palazzo Collicola – ha detto il direttore – vuole essere anche un luogo di rivelazione e nel caso di Russo, un giovanissimo artista, praticamente un esordiente, credo che ci siamo riusciti presentando un viaggio fra materie, materiali e frammenti di natura che con un tocco magico racconta la vita».

L’atelier di Iori L’altro artista è Mauro Iori «magnificamente chiuso in casa e nel suo studio ma – spiega Marziani – al contempo tra i più aperti agli stimoli e al mondo». Iori è stato per trenta anni un insegnante d’accademia che a Roma ha formato generazioni di artisti, «anche se prima di tutto lui è l’artista. A Spoleto – prosegue il direttore di Palazzo Collicola – presenta una personale concepita come un atelier, dove le opere sono esposte senza intelaiatura ma nelle quali Iori raccorda tutta la sua esperienze che consegna un amalgama strano e un viaggio pittorico spiazzante».

Spoleto contemporanea e le porte chiuse a chiave Il ciclo di primavera a Palazzo Collicola va avanti fino 22 maggio, data a cui è stata prorogata Spoleto contemporanea, il progetto di Marziani che ha messo in mostra 58 artisti contemporanei che vivono o hanno un forte legame con il territorio: «Siamo riusciti a inserire nel progetto anche un libro che è stato realizzato col sostegno della famiglia Monini e che rappresenta il libro più importante mai realizzato a Palazzo Collicola, permettendoci di avere una visione precisa e lineare del presente creativo di Spoleto. Un ringraziamento speciale – ha concluso Marziani – va a Franco Troiani a Spoleto contemporanea soprattutto artista, ma in generale colui che mi ha aperto le stanze chiuse a chiave della città, mostrandomi ciò che altri non volevamo mostrarmi, senza aggiungere interpretazioni, ma mettendomi soltanto a conoscenza dei fatti, ossia di uno straordinario fermento».

Quaranta: «Marziani resti a lungo a Spoleto» Tra le novità di Palazzo Collicola da segnalare il dialogo tra Claudio Marini e il Leoncillo visibile al pianterreno dove è stata collocata un’opera dell’artista contemporaneo «un’opera di forte impatto realizzata nell’ambito di un progetto con bandiere bruciate perché – ha spiegato il direttore – anche se siamo di fronte a due artisti che hanno vissuto epoche differenti, entrambi hanno una formazione politica e civile più aderente di quanto si possa immaginare». A chiudere l’opening è stato l’assessore Quaranta: «Non posso che fare i complimenti al direttore Marziani che ci stupisce sempre, mi auguro che resti con noi a lungo perché il lavoro che fa qui è straordinario, come confermano i dati dei musei».

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