Prosegue il percorso partecipativo che le due città di Perugia e Assisi hanno intrapreso verso la candidatura a capitali della cultura 2019. Il secondo appuntamento di Il futuro comincia adesso – slogan che dà il nome agli incontri – si è tenuto a Palazzo della Penna martedì, il terzo il giorno successivo alla sala dei Notari.
Le associazioni giovanili Dopo i commercianti, protagonisti martedì sono stati i gruppi e le associazioni giovanili del capoluogo umbro a cui l’Assessore alla Cultura Andrea Cernicchi e Piercarlo Pettirossi dello staff operativo di ‘Perugiassissi Capitale Europea della Cultura’ hanno illustrato le caratteristiche fondamentali del percorso di candidatura. «Una candidatura credibile perché va oltre gli orientamenti politici – ha ricordato Cernicchi- e che vede nella partecipazione attiva delle parti sociali il punto cardine del progetto». Si punta dunque sul confronto come base per la costruzione del futuro di un’intera regione e il coinvolgimento attraverso i nuovi media.
Il ruolo del web «In linea con l’obiettivo del progetto volto ad accrescerne la condivisione, il web diventa uno strumento di estrema importanza come lo è la componente giovanile – ha detto Pettirossi – ecco perché teniamo d’occhio le pagine che abbiamo attivato sui social network principali e il sito ufficiale attraverso cui accogliamo idee e suggerimenti». Guardare al futuro partendo dai giovani: così “trasformazione” è il termine che meglio rappresenta e determina il percorso.
Palazzo della Penna cambia veste «All’interno di questo progetto partecipativo abbiamo previsto dei focus group – ha aggiunto l’assessore – coordinati da un esperto, il Prof. Luca Ferrucci Ordinario di Economia e Gestione delle Imprese all’Università di Perugia e le figure dell’ambasciatore e del volontario che permetteranno al cittadino di contribuire attivamente. E partiremo proprio dalla realizzazione delle piccole idee nella costruzione di questo sviluppo socio-culturale». Anche Palazzo della Penna cambierà veste, ne verranno ampliati gli spazi dedicati a lettura e laboratori, diventerà un vero e proprio palazzo della cultura.
Slancio dal basso Il terzo incontro de Il Futuro inizia adesso, si è svolto invece alla Sala dei Notari con le istituzioni – rappresentate dal sindaco di Perugia Wladimiro Boccali, dal sindaco di Assisi Cladio Ricci, l’assessore regionale alla Cultura Fabrizio Bracco e l’ex presidente Bruno Bracalente. Un progetto in fieri, quello di Perugiassisi, come è stato spesso ricordato durante gli incontri precedenti, su cui vale la pena investire, lo dimostrano gli esempi di città europee già state capitali della cultura. «Questo progetto in costruzione funziona se ci uniamo – ha detto Boccali – e la vera forza è la partecipazione della società alla luce di un progetto non elitario ma che invece prende slancio dal basso, dalle idee dei cittadini. Dobbiamo essere capitale europea partendo dal quotidiano. Questo non significa stilare un elenco di iniziative ma sviluppare una nuova mentalità unendo l’aspetto umano, gli incontri, a quello moderno, il web e gli strumenti tecnologici».
Modello Umbria Sono tre i punti fondamentali per il sindaco Ricci: la realizzazione del dossier di presentazione alla candidatura delle due città, non un tentativo ma un vero e proprio sistema operativo che varca i confini regionali. «Vorremmo che dall’Umbria – ha infatti sottolineato Ricci – partisse un modello. Chiederemo al Governo che i dossier meritevoli vengano sostenuti in ambito europeo affinchè diventino modello strutturale internazionale”; il processo di comunicazione che si è creato e che ha già determinato un innesco creativo; la rilettura dell’identità locale alla luce di una “seconda modernità in cui la città dialoga con gli spazi fuori le mura attraverso un sistema 2.0 di connessione tra microeventi».
La regione deve ripensarsi «La cultura deve essere il motore principale dello sviluppo e per farlo l’intera regione ha bisogno di ripensarsi in modo critico»: lo ha detto il professore Bracalente facendo riferimento in particolare agli interventi infrastrutturali. «Perugia, ad esempio, in questi anni ha costruito un sistema economico che ha avuto bisogno di motori sostitutivi perché ha subito un processo di deindustrializzazione. Non è il modello ideale perché non si basa sull’asse cultura-creatività e quei settori compensativi non rappresentano il futuro. L’economia della cultura deve coincidere con l’economia della città» ha precisato.
Il potenziale «La nostra è una regione dal patrimonio unico e dall’enorme potenzialità. Lo dimostra la quantità di musei, biblioteche, teatri in rapporto alla dimensione della regione – ha sottolineato l’assessore regionale Bracco – abbiamo una grande base di sviluppo culturale da cui partire ed è già questa una vittoria. Inoltre credo che il contributo della vita associativa sarà un’importante garanzia del progetto. Oggi comincia un percorso in cui tutti siamo protagonisti perchè non ha come obiettivo la ridefinizione di Perugia e Assisi ma dell’Umbria».


