di Daniele Bovi
Dal 12 settembre al 19 gennaio i perugini e i turisti non potranno vedere sette opere del Perugino, anche se in compenso potranno ammirare due vedute del Canaletto. Allo Jacquemart-André di Parigi infatti fra meno di due mesi partirà «Il Perugino, maestro di Raffaello», mostra per la quale la Galleria presta sette opere, dalle Tavolette di San Bernardino all’Angelo del polittico di Sant’Agostino; la pinacoteca comunale di Deruta invece ha concesso il prestito dell’affresco staccato di Perugino con San Romano e San Rocco, mentre la Fondazione Cassa di Risparmio concederà la tavola del Vannucci raffigurante la Madonna con il Bambino ed angeli. Nel giugno scorso, durante la presentazione della mostra a Parigi, è stata firmata una convenzione che sancisce la collaborazione per la valorizzazione dei rispettivi patrimoni tra la Galleria e lo Jacquemart-André. Di questa e delle due vedute si è tornato a parlare giovedì, durante la presentazione della Madonna del Rosario di Orazio Gentileschi che sarà esposta alla Galleria nazionale dell’Umbria fino al 20 settembre.
LA MADONNA DEL ROSARIO DI GENTILESCHI
Occasione di crescita In Umbria saranno così visibili la veduta del Ponte di Rialto e una di piazza San Marco. «Lo scopo – spiega il soprintendente Fabio De Chirico a Umbria24 – è quello di ‘far venir fuori’ la Galleria nazionale dell’Umbria a Parigi e allo Jacquemart-André, ricchissimo di opere italiane. Io credo che siano occasioni di crescita per il territorio e spero che in futuro si dia continuità a questo tipo di iniziative». Quanto poi, in generale e non tanto nel caso specifico, queste mosse siano realmente efficaci e quanti e quali siano i vantaggi che derivano dal privarsi di un consistente blocco di opere, questo è tutto da valutare. I prestiti sono sempre operazioni complesse e potenzialmente pericolose, e acquistano senso se vengono concessi per mostre dall’indubbio valore scientifico. Quanto alle nuove regole volute da Franceschini a proposito di orari ed esenzioni, De Chirico commenta così: «Per valutarne l’efficacia – dice – ci vorrà del tempo. Di sicuro l’apertura serale è un fatto molto interessante, una possibilità concessa a quella fetta di pubblico che non ha tempo o modo di visitare la Galleria».
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