di D.B.
Mettere in rete le opere di Piero della Francesca sparse in cinque comuni, ovvero Rimini, Arezzo, Monterchi, Sansepolcro e Urbino, uniti attraverso un percorso che si snoda attraverso i luoghi che ospitano l’opera di uno dei più grandi protagonisti del Rinascimento. Il progetto si chiama «Le terre di Piero della Francesca» e coinvolge anche Perugia: la giunta comunale mercoledì ha infatti deciso di aderire a quella che è stata pensata come «un’azione di marketing relativa al circuito turistico pierfrancescano e al coordinamento – spiega palazzo dei Priori – nell’azione di promozione del grande maestro della prospettiva pittorica che, a tutti gli effetti, è uno dei più alti vanti culturali dell’Italia e del mondo».
Il progetto L’adesione al progetto durerà quattro anni e con la firma il Comune si impegna a coordinare, insieme alle altre città, le attività di marketing e promozione turistica che dovranno riguardare il patrimonio artistico lasciato da Piero della Francesca che punteggia i luoghi dove l’artista ha lavorato. Volendo idealmente prendere in mano una guida che accompagni il visitatore, a Perugia l’appuntamento è alla Galleria nazionale. Qui è ospitato il polittico di Sant’Antonio, dipinto intorno al 1460-70 per il convento perugino di Sant’Antonio; un’opera di enorme importanza per la storia dell’arte soprattutto per quanto riguarda la cimasa, dov’è raffigurata un’annunciazione inserita in una straordinaria fuga prospettica, dove meglio l’arte di Piero della Francesca si dispiega.
Il viaggio Più a nord c’è Sansespolcro, la città dove Piero della Francesca è nato e cresciuto. Qui, al museo, c’è una delle opere più conosciute o forse la più conosciuta, ovvero la Resurrezione. Nelle altre sale la Madonna della misericordia, San Ludovico e San Giuliano. Nella piccola Monterchi invece c’è la Madonna del parto, conservato all’interno del museo della piccola cittadina. Il viaggio prosegue ad Arezzo, dove nel Duomo si trova la Maria Maddalena e, nella basilica medievale di San Francesco, il ciclo della Vera croce: dipinto a partire nel 1452 e inserito all’interno della cappella Bacci, narra la storia del legno della croce di Cristo, dal seme dell’albero nella bocca di Adamo fino alla riconsegna della croce a Gerusalemme.
Rimini e Urbino Altra tappa è Rimini, all’interno del tempio malatestiano dove c’è il Sigismondo Pandolfo Malatesta in preghiera di fronte a San Sigismondo, tra gli affreschi più noti del pittore di Sansepolcro. Andando verso sud c’è Urbino, con il suo palazzo Ducale sede della Galleria nazionale delle Marche. Qui c’è un altro famoso esempio dell’uso della prospettiva di Piero, ovvero la Flagellazione, così originale nella sua composizione, e poi ancora la Madonna di Senigallia. Un viaggio per scoprire non solo le opere dell’artista ma anche i luoghi e le città che le ospitano.
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