Come sarà la nuova biblioteca

Un po’ «emanazione» della nobile biblioteca Augusta di Porta Sole, un po’ una struttura del tutto nuova sia negli spazi che nella vocazione. E’ già aperto, anche se entrerà nel vivo il prossimo anno il cantiere della nuova biblioteca che sorgerà sotto gli «arconi» del Pincetto, uno dei luoghi più affascinanti della città. Un libro con vista sull’Umbria. Il progetto è stato presentato sabato mattina proprio negli spazi dove sorgerà la biblioteca dal sindaco della città Wladimiro Boccali, dalla presidente della Regione Catiuscia Marini e da Maurizio Tarantino, responsabile dell’Augusta e delle altre biblioteche cittadine. Pronta con tutta probabilità nel 2015, costo 3,5 milioni di euro, la nuova struttura è stata definita una «piazza del sapere», una «biblioteca multiuso» che si rivolgerà a tutti i cittadini di Perugia, orientata alla contemporaneità e capace di attrarre quelle fasce di popolazione che finora hanno considerato la biblioteca come uno spazio destinato solo a chi coltiva interessi di studio e di ricerca. Non più una biblioteca costruita intorno a una raccolta (per quanto di straordinario rilievo) ma una struttura come servizio di accesso all’informazione e alla cultura per l’intera comunità e che promuova la lettura intesa come incontro di idee e di persone, quindi anche di socializzazione.

FOTOGALLERY – LA PRESENTAZIONE DEL PROGETTO

Una soluzione unica Dal punto di vista architettonico, nel corso della presentazione alla quale hanno partecipato anche la senatrice Valeria Cardinali e gli assessori Andrea Cernicchi (Cultura) e Giovanni Tarantini (Beni culturali) è stata definita «una soluzione unica», perché collocata in uno spazio di assoluto valore storico, ma vuoto al suo interno e quindi facilmente adattabile alle idee dei progettisti. Nel corso degli anni l’Augusta ha sofferto una serie di limitazioni che ne hanno compromesso non solo lo sviluppo ma anche il mantenimento di livelli di sicurezza e di servizio adeguati. La sede attuale, del resto, che fu inaugurata nel 1969, fu una scelta temporanea e di ripiego in previsione di costruire un nuovo edificio o di trovare una sede più adeguata. La soluzione individuata oggi prevede in pratica la ripartizione in due edifici diversi delle funzionalità di conservazione, ricerca e pubblica lettura. La parte storica (manoscritti, incunaboli, mappe, stampe, libri antichi fino al 1831), nonché tutto il materiale moderno funzionale allo studio di questi documenti, resterà quindi nella sede attuale, usufruendo di nuovi spazi, alleggerendo il carico dei depositi, migliorando la consultazione da parte degli utenti e la vivibilità degli uffici.

FOTOGALLERY – DOVE SORGERA’ LA BIBLIOTECA

Biblioteca aperta Gli «arconi» invece risponderanno alla seconda funzione, quella della pubblica lettura. Il modello di riferimento è quello della «biblioteca aperta», dove si cerca di intercettare una tipologia di utenza che solitamente non frequenta le biblioteche italiane e che resta insensibile ai tradizionali servizi di lettura e consultazione. «Questo – ha detto Boccali che ha spiegato come Università e Comune stiano lavorando ad un sistema bibliotecario unico – è un tassello della nuova stagione di Perugia che si giova, come per altre opere ed iniziative, della vicinanza concreta della Regione e della sua presidente. La nuova biblioteca è un pezzo della città che cambia, di una Perugia che stiamo raccontando in questo 20 Giugno, cominciato con una festa della cittadinanza e che prosegue con i progetti degli arconi, oggi, e di San Francesco al prato, martedì, per chiudere con l’inizio di Umbria Jazz. Gli arconi saranno uno spazio della e per la cultura nel centro storico con un occhio alla contemporaneità, come è accaduto per la trasformazione di Palazzo Penna in Centro della cultura contemporanea, e sono anche un’ulteriore articolazione del sistema delle biblioteche pubbliche, non dimenticando che l’anno scorso ha aperto San Matteo degli Armeni, di cui ora vogliamo sistemare anche il giardino».

Innovazione La presidente Marini ha invece sottolineato che la biblioteca nasce da una idea sviluppatasi all’interno delle strutture pubbliche (Regione e Comune di Perugia), e che «la pubblica amministrazione quindi sa essere innovativa e creativa, in linea con le buone pratiche che vengono dalle città europee più avanzate». La presidente ha anche ricordato che la nuova biblioteca del capoluogo ha in realtà anche una forte valenza regionale, e ne ha ribadito gli aspetti innovativi: non solo conservazione del patrimonio librario ma pure un rapporto diverso con i libri, tradizionali e non, ed una «interpretazione originale» della lettura. Una analisi del ruolo delle biblioteche, infine, è stata fatta dal professor Giovanni Solimine, della Sapienza di Roma, prima della esibizione dell’artista Silvia Emme e del cantastorie Alfonso Cuccurullo.

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