di Daniele Bovi
Sono 380, secondo quanto appreso da Umbria24, le domande arrivate al ministero dei beni culturali per il posto di direttore della Galleria nazionale dell’Umbria di Perugia; quasi 400 persone delle quali 20 dall’estero. Come noto infatti la Galleria è stata inserita dal ministero tra i venti musei nazionali dotati di autonomia speciale che, dall’inizio di giugno, avranno un nuovo direttore scelto con un bando a livello internazionale. Il termine ultimo per l’invio delle domande (che consentivano di candidarsi alla guida di più musei) è scaduto domenica e in tutto, secondo quanto riferito giovedì in una conferenza stampa dal ministro Dario Franceschini, ne sono arrivate 1.222, di cui 80 da candidati stranieri.
Orgogliosi «È un risultato sbalorditivo di cui siamo molto orgogliosi» ha commentato il ministro precisando che le domande verranno ora esaminate da una commissione composta da «cinque esperti di chiara fama che si riunirà a breve». Il comitato dei cinque sarà presieduto da Paolo Baratta, (presidente della Biennale di Venezia), mentre gli altri quattro sono Lorenzo Casini (professore di diritto amministrativo dell’Università di Roma Sapienza ed esperto di legislazione per il patrimonio culturale), Claudia Ferrazzi (segretario generale dell’Accademia di Francia-Villa Medici di Roma, già vice amministratore generale del Louvre), Luca Giuliani (professore di archeologia classica e Rettore del Wissenschaftskolleg di Berlino) e Nicholas Penny (storico dell’arte, direttore della National Gallery di Londra).
Segnale importante Tutta la procedura, almeno nei programmi, dovrebbe concludersi entro il 15 maggio e a partire dal primo giugno a Perugia così come nelle altre città arriveranno i nuovi direttori. Nel caso di Perugia inoltre quest’ultimo, come scritto nel bando, sarà anche il direttore del Polo museale regionale, l’altro organismo di nuova istituzione voluto dalla riforma Franceschini. «Tutti i nomi – ha detto Franceschini – non ce l’abbiamo e non sappiamo se hanno tutti i requisiti ma certo se qualcuno dall’estero fa domanda per diventare direttore di Brera o Capodimonte lo fa perché sa di avere delle chance e questo è un risultato enorme, è un segnale molto importante, di grande attenzione da parte di tutti i grandi i musei del mondo. Non si è mai visto un paese che mette in una procedura di selezione pubblica i più grandi musei dello Stato. È un grande segnale di svolta».
I compiti Il nuovo direttore della Galleria avrà il compito di programmare, indirizzare, coordinare e monitorare tutte le attività di gestione, dalle mostre alla comunicazione. Del museo il nuovo responsabile dovrà farne «un luogo vitale, inclusivo, capace di promuovere lo sviluppo della cultura». Il direttore poi stabilirà orari e prezzo dei biglietti, assicurerà elevati standard qualitativi, curerà i rapporti con il territorio, penserà a nuove acquisizioni, autorizzerà prestiti e svolgerà attività di ricerca. Quanto ai requisiti, oltre a una laurea o titolo equivalente conseguito all’estero in materie attinenti la tutela, la gestione e la valorizzazione del patrimonio culturale, si richiedono altri titoli di studio (dottorato, master, specializzazione) conseguiti in Italia o all’estero e pubblicazioni riguardanti le materie citate.
I requisiti Per quanto riguarda l’esperienza professionale, è stata richiesta «una specifica esperienza documentata nell’ambito della tutela, della gestione e della valorizzazione del patrimonio culturale; una specifica esperienza documentata di direzione e/o gestione di musei, comprendente attività di conservazione e valorizzazione delle collezioni, pianificazione delle attività, gestione delle risorse umane, finanziarie e strumentali», più altri requisiti come «l’esperienza nell’ideazione e nell’implementazione di progetti di fund raising e di progetti di comunicazione».
Dubbi I dubbi riguardo alla procedura però non mancano: qualcuno infatti teme che la riforma non accrescerà l’autonomia dei musei, dato che i dipendenti continueranno ad essere parte della macchina del ministero. Secondo Antonio Natali, direttore degli Uffizi, «se non cambiano le leggi e la struttura dei musei» il cambio dei direttori, che non potrà controllare gli uffici amministrativi, legali, tecnici e così via, avrà scarsi effetti.
Twitter @DanieleBovi
